Mate 273784398497393?

Tre ore di mate sono davvero troppe! Ma devo ammettere che questa giornata è stata e continua ad essere divertente. E' iniziata alle 8, già perché per un miracolo dovevamo essere a scuola alle nove, perciò: mi sono preparata con tutta la calma possibile, ho fatto una VERA colazione (una fetta di torta, un'aranciata e un caffè) e sono arrivata a scuola rilassata. Ma da quando? Rilassata a scuola? Eppure è stato proprio così. Volevo rivedere i miei amici e scherzarci un po'.
Che pazza la nostra classe, pazza e simpatica. Sono i due aggettivi che caratterizzano l'intera classe e tutti i suoi componenti xD.



Sono passate due ore di matematica carine dai, esercizi a più non posso e il sole che mi abbrustoliva la pelle. Si perché le finestre non si aprono, le hanno bloccate per nemmeno-il-vicepreside-padre-del-nostro-compagno-di-classe-sa-il-motivo e si potevano aprire solo da sopra. L'unico problemino è che si sono scardinate (-.-") quindi sembra di stare in una sauna. A maggio faremo lezione in mutande.
Poi i secchioni se ne sono andati (5 persone) e tutto il resto della classe è rimasta un'ora a crogiolarsi teneramente al sole nel prato a collinetta della scuola... si, come no, siamo rimasti a lanciarci un bottiglietta d'acqua e a fare un casino che l'hanno sentito pure in Norvegia.
Ed infine si è svolta l'ultima lezione di mate, nella quale, fregata dalla prof che mi vuole molto bene (bugia o, se preferite, sarcasmo), sono uscita alla lavagna per eseguire degli impossibili sistemi di disequazioni con moduli, radicali e monomi, binomi, trinomi ecc...
Alla fine non ci capivo più niente, tutti quei numeri mi si attorcigliavano in testa e, quando dovevo fare la tabella finale (c'è pure una tabella), le righe alla lavagna mi venivano storte e i numeri li scrivevo sotto forma di geroglifici che neppure i più grandi storici-scpritori di antichità sarebbero riusciti a decifrare.
Ed ecco una giornata che implica tre ore di matematica. Poi va beh, siamo usciti dalla classe, e abbiamo fatto la strada per arrivare, chi alla macchina, chi all'autobus, insieme. Io continuavo a guardare... lui e basta.
Aveva ragione il mio migliore amico quando gli ho gridato:
"Mi è passata la cotta!!!" tutta emozionata e lui aveva risposto, un semplice, ironico:"Fidati.".
Passata... passato è il tempo in cui mi era passata. Quindi immaginate l'emozione, quando mi ha abbracciata e non si voleva più scollare o quando facevo finta di non vederlo mentre mi fissava in classe.
Ah l'amour, che....



2 commenti:

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