Carattere saccente e incazzoso u.u

Alle volte ci si stupisce di come si trattano le persone, di quali sono i rapporti con le une e con le altre. 
Io, ho sempre avuto dei rapporti molto strani con la gente. Mio padre dice sempre che tratto ogni amico, nemico, fbjg4jknekw in un modo diverso.
Non pensiate che mi impegni per farlo, mi viene naturale.
Infatti, molto spesso, quando la gente parla di me, quasi non mi riconosce. E' come se non fossi la stessa persona. I casi sono due:

  • O sono lunatica
  • O sono proprio strana
Dato che, particolarmente lunatica, non lo sono mai stata, dedurrei che la seconda opzione sia quella più plausibile.
Per esempio: questa mattina ho avuto la grande "fortuna" di incontrare, appena scesa dalla macchina, un mio compagno di classe (di quella nuova e brutta) che non mi invita particolarmente alla simpatia nei suoi confronti; del tipo che, se ne avessi l'opportunità (e oggi c'è voluta la mia amica perfettina a frenarmi), gli darei un bel calcio nel **** (censurato).
Allora, io che sono un po' masochista quando capita, cercavo di parlare un po', ma lui camminava con il cellulare in mano (insopportabile), diceva cose lagnose e quindi il nostro attaccare bottone è finito con un mio sonoro vaffan****. Oggi ero in vena di parolacce.
Tutta questa diatriba per dirvi che? Per dirvi che la prossima volta che lo incontrerò, gli risponderò a monosillabi e la nostra conversazione sarà quella cui di seguito:
Lui:– Ciao–.
Io: –Ciao–
Lui: –Come va?–
Io: *mugugno* e *se ne va a sedersi*
E non credo che il nostro rapporto si evolverà mai. Sono così, il primo impatto è quello importante, il secondo ancora di più e se al terzo mi stai antipatico, mi comporterò di conseguenza.

Un altro esempio potrebbe essere il mio migliore amico. Credo sia il rapporto più normale che ho, certo, tolto il fatto che nessuno tranne noi due ha mai capito che siamo solo amici. Comunque. A lui dico tutto, sul serio, senza tralasciare nessun piccolo dettaglio e sono vera quando parlo con lui. Non credo di essermi mai confidata tanto con nessuno. Questo m'impaurisce, ma è un buon esempio per descrivere il rapporto.
Un altro tipo di esempio è il comportamento che ho con la mia amica perfettina, è un rapporto di odio–amicizia. Non è mia amica, non di quelle vere. Però senza di lei mancherebbe qualcosa, è sempre lì ed è interessante vedere come a volte ci sbraneremmo e altre ridiamo insieme.
E poi ce ne sono tanti altri. E io sento, perché è qui che volevo arrivare, che non ho tanti amici, non ho una massa di amici, ma piuttosto tutte le persone che popolano la mia vita sono tantissimi pezzi di cuore, ognuno con colori diversi e forme astratte. La cosa che mi piace maggiormente di quest'aspetto del mio carattere è, però, che nella mia vita non esistono persone indifferenti. Se anche uno di loro non ci fosse, anche quello più riposto nell'angolino con cui parlo meno, tutto sarebbe sballato. Non sarebbe più la mia vita. E ciò è bellissimo e pauroso allo stesso tempo. Perché quando mi conoscerete (se mi conoscerete) non avrete via di scampo; io prenderò un pezzetto infinitesimo di voi e lo plasmerò come il pongo, aggiungendolo al mio cuore. E quando questo processo di forgiatura sarà terminato, voi farete parte di me e della mia vita e non ne uscirete più.
Vi avverto, conoscermi è a vostro rischio e pericolo ;)

Tanta positività per chi non ce l'ha ;)

E' facile far emozionare le persone quando piangi sempre. E' facile farle commuovere quando hai una situazione familiare orribile. E' facile fare leva sui sentimenti degli altri, se tu sei la prima a soffrire.
Ma ciò che è più difficile per uno scrittore è dare tutto sé stesso nell'immedesimarsi nel proprio personaggio, bisogna piangere insieme a lui, essere disperati come lui. Quando il tuo personaggio sta per morire, tu devi chiudere gli occhi e immaginarti pieno di ferite che esali il tuo ultimo respiro.
Ed è ciò che fa di te uno scrittore. Non la tecnica, non le figure retoriche. Se le persone non si affezionano ad i tuoi personaggi, se non ridono con loro e non si dispiacciono per loro, allora devi considerare quel libro fallito.
Non importa quanto tu sia talentuoso, se non c'è emozione, non c'è niente.

Ed è per questo motivo che ogni scrittore dovrebbe lasciarsi trasportare da quel fiume in piena che è vita. E' per questo che deve sperimentare al massimo ogni sentimento esistente. Per darlo agli altri. Uno scrittore è un po' come Robin Hood, lui sa di poter rubare tutti i soldi che vuole, ma non li tiene per sé, li regala ai poveri. E magari quei poveri cominceranno a fare lo stesso.
Solo che per i soldi basta un riccone sciocco a cui rubarli, per i sentimenti ci vuole un'intera vita.
Però, è una vita incredibile. Provate un attimo a pensare ad una vita colma di esperimenti. Pensate di andare in città e cambiare mondo un giorno per l'altro. Pensate di girare per il globo fingendovi turisti in alcuni luoghi e abitanti fissi in altri.
Gli scrittori sono fuori di testa, sono pazzi che vogliono avere i capelli viola e che vogliono farsi un giro per la metro di New York regalando i loro pochi spiccioli ai suonatori di chitarra per strada. Uno scrittore osserverebbe in estasi chi sta facendo graffiti giganteschi, pensando che non sono atto di vandalismo, ma una grande forma di arte, così bella e imponente che è ingiusto non notarla. Uno scrittore seduto sull'autobus osserva gli altri, li studia, cerca di scoprire le loro vite.
Andiamo insieme in Cina e scopriamo tutto! Facciamoci insegnare, da una vecchietta che vende alghe su un negozio a palafitta sopra un fiumiciattolo, come vivere cent'anni. Giriamo per la foresta amazzonica sudando come scimmie, ma divertendoci da matti.

Viviamo santo cielo! Perché in giro io vedo solo persone che, pur potendo fare tutto, si limitano: io non posso, io ho paura. Tutte stupidaggini, cosa vuol dire che non puoi? Perché non puoi? Perché la società non lo comprende? Perché saresti un emarginato?
Fa paura restare soli, ma quando vivi come ami farlo, allora non resti solo.
C'è davvero sempre un messaggio predefinito da seguire? Io voglio essere una donna in carriera, non voglio sposarmi, non voglio avere figli, voglio essere colta, apprendere come una spugna, girare per il mondo assaporando ogni singolo boccone della vita che non so chi mi ha regalato.
Sono fuori dagli schemi? Sarò un'emarginata? Non lo so, vedrò, me ne pentirò, ma non morirò amareggiata e spero tanto che mi seguirete in questo mio viaggio ;)

Premio Unia, ma non solo...

TohruMirial e Aui98 mi hanno passato il premio Unia e le ringrazio tanto tanto tanto!

*----*
Il premio consiste nel rispondere ad alcune domande e passarle a 7 blog!

1. Qual è il primo libro che hai letto in assoluto? 
Credo la Gabbianella e il gatto, ma non ne sono sicura xD 

2. Hai mai fatto un sogno ispirato ad un libro che hai letto? Se sì, racconta. 
Ehm... no... ops 

3. Qual è la prima cosa che ti colpisce di un libro? La copertina, la trama o il titolo?
La copertina, sono molto influenzata dalla grafica dei libri, per questo penso sia molto importante!

4. Ti è mai capitato di piangere la morte di un personaggio? 
La morte no, ma se il personaggio si divide da una persona a sé molto cara, allora sì, mi è capitato...

5. Qual è il tuo genere preferito?
Suppongo fantasy, ma alla fine leggo un po' di tutto!

6. Hai mai incontrato uno scrittore?
No

7. Posta un'immagine che rappresenti cosa significa per te la scrittura: 


Lo passo a: 
Alic is here!
Il pensieri di Sally
Lazy Afternoon 
Vola solo chi osa farlo
The library of dreams 
E poi vorrei tanto passarlo ad altri, ma so che non hanno tempo per rispondere ihih

Ecco, beh, vorrei anche scrivere di altro visto che sono ben sei giorni che non scrivo niente sul blogghe e allora non vorrei limitare il post al premio. Anche se scrivere qualcosa d'ispirato adesso, dopo tutta la tiritera mi pare un po' azzardato. Oh, beh, non fa niente. 

Il punto è che oggi mi sento felice. Sto provando cose nuove, sto vivendo la vita come volevo che fosse e quindi finalmente capisco di amarla tanto. Mi sento rapita dalla vita. Mi sento felice in questo posto. 
Tornando a casa da scuola ho notato che ci sono altri esseri qui: ci sono gatti, topi e uccellini e chi più ne ha più ne metta, che non smettono mai di vivere. E sono felici. C'è chi dice che gli animali non possano esserlo, eppure io invidio loro la capacità di strafottersene del mondo circostante e continuare imperturbabili per la loro strada. 
Non si fanno condizionare dalle malelingue; gli uccellini migrano e schiamazzano come se il mondo fosse loro. I gatti camminano altezzosi sui muretti come se nessuno potesse eguagliarli. I topolini scattano di qua e di là, raccattando briciole e muovendo freneticamente i loro baffetti radar, proprio come se fossero loro i più scaltri e intelligenti. 
Gli animali hanno compreso quanto possa essere importante credere in sé stessi e sanno che facendolo staranno bene per sempre e saranno anche felici. Ed io oggi, mi sono sentita come un animale, liberato da quella gabbia che opprimeva il distendere delle sue ali da troppo tempo. 
 Oggi ho fiutato qualcosa e ora so per certo che quello non è un aristogatto, ma il più brutto dei gatti spelati, rosei come il culetto di un bambino e rugosi come la guancia di mia nonna! E tutti voi siete aristogatti, tutti voi siete splendidi siamesi, splendidi certosini o persiani, l'importante è crederci e non ostentare xenofobia, perché è come se ripudiaste voi stessi! 
Forse tutto questo non ha senso, però, a me è bastata una frase per identificare chi avevo creduto essere una persona in due anni, mi è bastato un sorriso per voler essere amica di una persona che trovo tanto speciale. 
Voglio far ridere le persone. Perché non mi dimenticherò mai quanto è stato bello ricevere quel sorriso che avevo creduto perduto per sempre, non dimenticherò mai le frasi dei miei migliori amici, non mi dimenticherò mai ciò che ha segnato la mia felicità. E per un caso o per il destino, la mia felicità coincideva sempre con la loro. E' come se le persone felici, rendessero tali anche gli altri. 

 Voglio far ridere, sorridere, amare, divertire. Voglio una persona che rida dei suoi difetti perché l'ho rassicurata dicendole che non succederà niente. Quando qualcuno ride di sé stesso, è indubbiamente felice e non me fregherà mai niente di quello che le persone diranno di me. Io sarò un gatto:  Me ne strafotterò e continuerò per la mia strada a testa alta!   

E chi si riconosce più?!

Occhiate istantanee, come lo scorrere dell'acqua. Essere incerti, insicuri, impauriti e confusi. Incerti di cosa potrà accadere, insicuri di sé stessi, impauriti dal fatto che non si è niente di speciale, confusi perché non si comprende cosa si ha nel cuore.
Non lo si capisce proprio, è come se una tempesta si stesse consumando dentro di te. E' come volere gli occhi dell'altro per se, ma non volerli perché si sa che si sta facendo qualcosa di sbagliato.
E' non sai se stai bene o male. Vedere passare quella persona e desiderare ardentemente inseguirla, ma poi capire che non è giusto e starsene al proprio posto. Sperare che quando passi, lui volti la testa.
E se ti offre gli occhi, se ti offre un sorriso, allora ti senti trapassare da una scarica elettrica.
E quando si volta, ti guarda e torna di scatto a posto, quando si esprime in gesti fulminei, tu non capisci se sta lottando contro o sono solo movimenti casuali.
E rammaricarsi, alla fine che non hai provato a fare niente. Che sei una paurosa.
Avresti tanta voglia di parlarne con qualcuno, ma ciò che senti dentro, se lo esprimi parlando, ti sembra stupido, oppure non sai nemmeno di cosa vorresti parlare. Su cosa vorresti essere rassicurata? Sul fatto che stai facendo un errore? Sul fatto che non è vero che non ti piace? O sul fatto che non è vero che non conti niente, tu sei lì e lui guarda te? Tutte manie di protagonismo, egocentriche manie.
Mi sento folle, folle a non capire cosa mi sta succedendo, folle a non capire il comportamento degli altri e nello stesso tempo attratta da un essere sconosciuto.
Eppure so di essere in torto, ma continuo a sbagliare, a voler sbagliare.
Cosa devo fare? Cosa? Nessuno lo può sapere fuorché io. Solo che non so più chi sono. Devo sempre combinare casini? Non posso starmene tranquilla nel mio bocciolo? E' la mia natura.
Devo sbagliare.

Animette... NO TITLE

Oh, ma quanto piove animette belle (e intendo animette, nel senso di piccole anime, non mi sono sbagliata con amichette, anche perché spero di avere anche qualche seguitore maschio, che ho comunque :D).
Sono in una posizione un po' scomoda con i capelli sulla faccia e i piedi che mi fanno male un po' alle caviglie, perché gli anfibi sono ancora un po' duri.
Però sono tremendamente su di giri! Ho preso 6 in fisica e per me è fantastico! Inoltre sono successe alcune cose che mi fanno sorridere e tanto, ma dirle e basta, raccontarle alla bell'e meglio non mi piace. E' un blog di scrittura, circa, questo. Perciò mi piacerebbe rendere il tutto un po' più poetico.
Intanto mettiamo della buona musica per farci andare in un'altra dimensione. Ascoltate quella che vi piace di più, anche se escluderei la dance o gangnam style. Già.

Interpretazione figurale della vita e della morte  No, troppo terminologicamente oscuro come titolo. UNA GIORNATA DI SORRISI Viva la sdolcinatezza.
NO TITLE (Decisamente meglio)

Si guardava i piedi camminando: "decisamente non femminili" pensava "oggi sarà la prova del 9 per voi, anfibi, siete davvero scaccia ragazzi?". 
Non che avesse la minima intenzione di abbandonarli, se fosse stato quello il caso, si
sarebbe semplicemente unita in matrimonio con delle scarpe. 
L'ombrello color vino si stava velocemente coprendo di acqua. 
Che tristezza, acqua a catinelle. 
Si fermò vicino a due della sua classe, cominciò a parlare distrattamente per evitare momenti di imbarazzante silenzio. Quel vociare di studenti, lei voleva sentire una voce. Una sola. Lì a fianco il fratello della famosa voce, lei lo salutò, lui anche. Lui fece un cenno verso un gruppetto e lei vide la voce, quella che amava fino ad impazzire, quella che avrebbe voluto sempre accanto. 
Lui stava ridendo e scherzando con altre persone. Non poté fare a meno, di pensare che fosse tutta una facciata, ma sapeva che non era vero, sapeva che lui si divertiva davvero. 
Intanto la classe le si stava lentamente formando attorno.

–Ho preso 2 in latino. Ho consegnato il foglio in bianco– e una risata. Lei guardò di fianco a sé e tutta la classe fissò quello sconosciuto che si era intromesso. Ma a lei non interessava, vedeva solo lui tutto bagnato, imbacuccato nella giacca che le sorrideva. 
La ragazza si espresse in un sorrisone enorme. Non era tanto il fatto in sé che la rendeva contenta, ma quel sorriso espresso dai suoi occhioni castani. Era così sincero, così tenero, così bello che la gioia esplose dentro di lei come fuochi d'artificio. Oh, quanto avrebbe voluto dire, ma tutto quello che le riuscì fu un "ciao", un saluto sorpreso e che esprimeva tutta la felicità che aveva dentro. Ed era sicura, era certa che anche i suoi occhi stessero sorridendo, erano così vicini a quelli di lui che sperava s'intravedesse la sua anima. 
"Te la donerei volentieri" pensava lei "se non sapessi che è già tua".

In teoria sono successe altre cose, ma nello scrivere questo, ho capito che mi basta, per ora.

Quanto amore c'è ancora nel mio cuore...

Si svegliò in modo strano. Aveva sognato lui che sorrideva per tutta la notte. Non le importava se quello fosse il suo unico ricordo o un sogno statico. Lui era lì e sorrideva.
Si levò e andò in cucina per bere il caffè, scorse due buchi acquosi sul vetro appannato della finestra, dai quali scendevano due rivoli d'acqua, come occhi in lacrime.
Sotto altri buchi, il tutto appariva come una geisha piangente. Era tanto inquietante che lei si spaventò.
Tornò sul letto in camera sua per vestirsi e, seduta, si portò le ginocchia al petto con l'intento di scaldarsi le gambe nude.
–Cos'hai?– le domandò sua madre senza apparente motivo.
–Freddo–
–Allora vestiti...– propose la madre di rimando. "Ho freddo dentro" pensò lei.
Quando poi si vide riflessa nello specchio del bagno, non si riconobbe quasi. Le labbra erano rosso sangue e gli occhi verdi screziati di grigio rispecchiavano la luce come due laghi illuminati dal sole. Due laghi salmastri, color verde e grigio ardesia.
I tratti del viso le parvero troppo spigolosi e un'angoscia le crebbe dentro, non sapeva spiegarsi perché. Voleva solo quel lui che, in sogno, le sorrideva e invece aveva una lei che non riconosceva.
Il sorriso quel giorno pareva non sbocciare mai. Permaneva solamente quell'amara tristezza nella quale avrebbe voluto crogiolarsi. Aveva bisogno di quella voce, come dell'ossigeno per respirare.
Ma erano settimane che non le parlava più, erano settimane che nemmeno s'incontravano.
Mentre, rassegnata, s'incamminava verso la classe, qualcuno sbatté contro la sua spalla.
Non sapeva chi gliel'avesse mandato, vide quel sorriso e parlò cinque minuti con lui.
L'intimità di quell'attimo di sguardo le aveva ricordato quanto le mancasse. E quanto amore c'era ancora nel suo cuore.


Grazie per essere così tanti e darmi così tanto amore. (quella di cui parlo sono io...). 

Anfibi... e altro

Eppure eppure, com'è andato questo Halloween stregoni e streghette? Da quello che ho letto sui vari blog, molte sono state a casa, me compresa. Ma solo per la serata di Halloween.
Beh, certo considerato che, alla mia prima festa di Halloween ci sono andata... il sabato sera prima, era in un pub e ci sono andata solo per un mio amico ç_ç e alla seconda ci andrò questo sabato, ma sarà meno divertente, posso arrivare a capire che l'unico momento in cui non ho festeggiato questo Halloween è stato nella notte di Halloween. Logico. Dovevo andare ad una festa in discoteca, ma mi è saltato tutto, non è però che mi scocci troppo, anche perché ci sarei andata solo per vedere lui ed altre mie amiche che non vedo da tempo. Lui non ci è andato, per ragioni a me ignote e quindi sto già meglio. Le mie amiche spero di rivederle presto.
Quindi cos'ho fatto la notte di Halloween? Ho guardato Nightmare before Christmas, perché gli horror mi fanno indubbiamente una paura del diavolo e li detesto, quindi ho optato per un cartone animato...
Ieri poi, non avendo molto da fare tralasciando i miei doveri, mi sono messa a stilare una lista dei desideri, tipo quella che c'è nel blog di Ilsa (ciaoooo!) per intenderci. Solo che la mia è divisa in due parti, quella dei desideri importanti e quella dei desideri un po' effimeri, ecco.
Quella dei desideri importanti non me la estorcerebbe nemmeno mia madre con tutti i suoi baci schioccanti, perciò non me la chiedete, perché sono alquanto superstiziosa a riguardo.
Quella dei desideri effimeri è invece già più pubblica e mi piacerebbe condividerla con voi.
Una premessa, non fate i moralisti, è solo una lista dei desideri, non vado a svaligiare una banca o a compiere un omicidio per ottenere quello che voglio.

Sapete mia mamma sostiene che una ragazza non è femminile con questo tipo di scarpe, io credo che questo tipo di scarpe si adatti solo a ragazze che sono delle combattenti. E io voglio essere una combattente.

  1. Mi gusterebbero non poco i capelli rossi...
  2. L'orecchio destro con il secondo e terzo buco e quello in alto...
  3. Il piercing al naso (non quello del setto, quello a fianco, ricordate la cosa dei moralisti!) 
  4. Questo è una specie di primato: leggere 91 libri in un anno (non succederà mai)
  5. Andare alla fiera del libro di Torino...
  6. Vivere a Roma (Roma la sogno troppo, è più forte di me)...
  7. ...e visitare Mosca oppure la Cina. Sono i luoghi che più mi affascinano 
Basta. Ovviamente non è che adesso mi metto lì a farmi mille piercing o a cercare casa a Roma, è solo una lista innocente.
E poi volevo dirvi che ieri ho comprato ad un prezzo super stracciato, altrimenti non ci sarei mai arrivata (sono in banca rotta), gli anfibi neri. E li adoro tanto tanto!
E poi anche due libri, questi generosamente donati dalla mia mamma che quando si tratta del "peso della scienza" non bada a spese. Anche perché era da un bel po' che non compravo libri... ho preso:

  • La viaggiatrice di O http://www.anobii.com/books/La_viaggiatrice_di_O/9788842918493/01337ea3f9fa667727/
  • Sacrifice (che è il seguito di Rebel, che mi è piaciuto molto) http://www.anobii.com/books/Sacrifice/9788842918417/017157c2ff4b43bdf0/
Ed ecco la fine di un post un po' sciocco, ma rilassante, ora studio rigorosamente storia! :)