Questo è un post sfigato

Non vedo l'ora di Capodanno. Di perdermi in quella frenetica festa. Sperando di perdermi nelle distrazioni e nei racconti degli altri. Come faccio sempre. Voglio aiutare qualcun altro perché pensare a me stessa nel profondo non mi aiuta.
Mi aiuta che gli altri mi parlino e si affidino a me, perché so, per esperienza, che se c'è davvero qualcosa che non va, non me la dirà nessuno e se la terrà per sé. Fingerà di ridere e divertirsi, di star bene e ci ritroveremo in due così e staremo momentaneamente a posto.
E sono talmente indecisa di quello che farò quella sera. Spero d'incontrare il mio migliore amico e passare una buona serata lontana dal caos della discoteca o delle feste, ma se così non fosse, troverò un altro posto.
La verità vera è che non ho mai potuto andare in giro a Capodanno (la sera prima, intendo) ed ho un po' di timore, non che cambi qualcosa dalle altre sere, però, c'è un'atmosfera diversa. E la cosa più assurda tra tutte è che ora che i miei genitori mi hanno dato un permesso che ho chiesto per anni, non ne sono poi così entusiasta. Quasi speravo che all'ennesima richiesta, loro mi rispondessero di "no", così avrei potuto dare la colpa a qualcuno. Sì, è cattivo da dire, ma tanto non posso farlo e quindi non ha valore.

Parlando di valore, oggi mia madre mi ha torturata chiedendomi quali sono i valori per me. Come vorrei passare la vita, detto nel suo gergo.
Spesso mi dispiace per lei, ho paura di deluderla. Ho paura di sbagliare e non voglio che lei si chieda cos'ha fatto per meritarsi questo. Le voglio bene. Eppure non posso evitare di deluderla, perché le persone a cui vuoi bene ti deluderanno. Senza Eccezioni.
Comunque, tornando a prima, sapete cosa le ho risposto?
–Io te lo dico. Ma non ti aspettare granché. Decidi, vuoi la verità vera?–
Lei mi ha ignorata, dicendo di parlare e così ho fatto.
–Non m'interessa la famiglia. In alcun modo. Voglio bene a voi, ma non ho voglia di crearmi una famiglia quando me ne sarò andata da questa casa.
A me interessa la carriera. Il lavoro che voglio è la mia più grande aspirazione. Non voglio essere la donna perfetta: non so cucinare, né stirare. Non andrò in Chiesa, nemmeno a Natale e viaggerò tanto, o almeno lo spero–

Sono piuttosto scazzata in questa foto, ma riprende bene come sto oggi u.u

–Vuoi viaggiare? E con chi?–
–Anche da sola–
–E dove vuoi andare?–
–Ovunque– ho detto alzando le spalle.
–Sei disorganizzata. Ma non potrei desiderare altra figlia, sei sicura e determinata e io ti amo tanto–
A questo punto ci siamo abbracciate e io ho detto: –Aspetta, anche se amo i teschi sulle magliette?–
–Devo accettarlo– ha risposto.

Buon Natale. Siate sempre come siete stati forgiati per essere!

–Vorrei crederci, con quelle persone che frequenti!–
–Cosa intendi dire?–
–Dico che tu frequenti un mucchio di drogati e dovresti smetterla prima di diventare come loro!–
Io frequento un mucchio di drogati? Prima di diventare come loro?
–Perché non passi il capodanno con il tuo ragazzo, invece che con il tuo migliore amico?–
–Non ne sono sicura, ti ho detto e poi io non ho un ragazzo–
–Per colpa del tuo migliore amico–
E' colpa sua? Dovrei trovarmi il ragazzo per essere normale?
–Magari se andassi avanti e la smettessi di pensare ad uno che non ti vuole aiuterebbe...–
–Io non voglio smettere di pensare a lui. Sto bene così–
–Questo non è vero! Tu ti senti triste!–
Mi sento triste? Non sto bene così?

Ma accidenti! Perché provano tutti a controllarmi? Ogni persona nella mia vita, crede di essere in grado di dire come mi sento. Solo poche mi rivelano ciò che davvero pensano più giusto per me.
Una mia amica mi dice che diventerò una drogata solo perché frequento persone per lei "poco affidabili", mi dice che dovrei smetterla di stare con loro, perché mi stanno rovinando.
Di conseguenza, io mi trovo a pensare che diventerò come loro e metto in discussione l'amicizia che ho con loro.
Mia madre è fissata che il mio migliore amico mi ostacoli nella ricerca di un ragazzo. La verità è che lui non mi ostacola affatto, sono io che ostacolo le persone intorno a me.
E allora mi sento in colpa perché voglio bene al mio migliore amico. Non è normale essere tanto amica di un ragazzo?
Altre ragazze che non riesco a definire amiche, invece, sono sicurissime che io stia male perché penso sempre ad un ragazzo.
Vorrei che tutti loro la smettessero. Vorrei poter capire da sola se sto sbagliando o no. Io non sono una drogata, né lo diventerò. Le persone che la mia amica ritiene essere fumate solo perché fumano un po' di Marlboro sono le stesse con cui rido e scherzo ogni giorno, le stesse che mi rendono partecipe di un sacco di cose, le stesse con cui condivido scelte religiose, politiche e di vita. Le stesse a cui non interessa quale sia il mio aspetto esteriore. Ed io voglio tremendamente bene a loro e loro hanno dimostrato più volte di volerne a me.
E' lei quella con i pregiudizi che crede di sapere tutto di tutti.
E il mio migliore amico... no, io non abbandonerò mai il mio migliore amico. Mai. Che la gente dica quel che vuole, che sparli fin quando quel briciolo di coscienza rimasto nella loro mente non si faccia vivo.
E che quelle ragazze dicano ciò che più loro aggradi, non m'interessa, non mi farò buttare giù, non diventerò triste, solo perché loro dicono che lo sono.

Io sono tremendamente fiera della mia vita. Non ho paura. Non ho paura di frequentare persone completamente diverse tra loro. Non ho paura di aspettare che il ragazzo giusto arrivi da sé. Non ho paura di affrontare i pregiudizi degli altri.
Lotterò sempre per difendere me stessa e i miei amici.
E scusatemi tanto di tutto. Scusatemi se sbaglio, se spesso mi chiudo a scrivere per giornate intere. Scusate se scrivo tutto qui. Ma scrivere è la mia arma più grande, è tutto ciò che ho. Scrivere mi fa ricordare chi sono, scrivere è il mio modo di parlare. Io non so parlare, non ne sono capace; se dovessi intrattenere un'arringa, probabilmente m'impappinerei. Ma scrivere è la mia linfa vitale, quella che tramuta le mie sofferenze in forza.

Buon Natale. Leggete e scrivete a non finire.

Cosa può il caso riservare!

Tornare da casa a quest'ora mi fa sentire strana. E' come se dall'una, quando sono uscita da scuola, ad ora, quando sono rientrata a casa, il tempo si fosse fermato e il mondo insieme a lui.
Forse è la pressione che mi si sta accumulando addosso, forse è il risultato tremendo di oggi, forse ancora è il fatto che non ho tempo per leggere perché devo fare qualcos'altro, oppure semplicemente scrivere, che adoro, ma che implica tempo.
Tempo, tempo, tempo. Fermate questo tempo che sta volando. Sono in terza liceo e voglio fermarmi. Fermate il tempo, ve ne prego.
Personalmente, non credo che il vero problema sia la scuola. Sì, un risultato brutto può arrivare, ma non ne ho mai fatto un dramma. Prima si cade e poi ci si rialza. Credo, piuttosto, di volermi divertire. Divertire in un modo puro e sano. Non dover spiegazioni a nessuno e ridere.
Sono tornata a quest'ora e nessuno mi ha detto niente... probabilmente perché nessuno, tranne gli amici con cui sono stata, lo sa e mai lo saprà.
Voglio ancora del tempo così: mettermi a cantare per strada le canzoni degli AC/DC e spaventare le nonnette. Chissà cosa pensano alcune quando passo loro accanto, ma di sicuro non vedono cosa sono io. Non vedono, perché niente di me è mai allo scoperto.
E poi, oltre ai miei due amici rock/punk, ho riso con una ragazza. L'avevo vista spesso e sapevo che era amica loro, ma non le avevo mai parlato davvero, sebbene ne avessi l'intenzione.
Mi è sempre stata simpatica al primo sguardo: maglietta dei Metallica, matita nera agli occhi, capelli con le treccine, risata facile e comportamento da maschiaccio... una me in biondo.
Oggi ci ho parlato un po' e non ho trovato una di quelle ragazze che gira abbracciando tutti e facendo l'oca, ma una ragazza che ha voglia di divertirsi davvero e che è super simpatica!
Mi piace conoscere persone nuove e di questi tempi le nuove amicizie fioccano come neve...
Quindi, mettiamola così... in questa giornata ho: preso un 4 e conosciuto per puro caso una possibile nuova amicizia... sì, il 4 lo accetto con piacere, se è un pegno da pagare *ammiccamento*!

My Christmas Gift

Buondì!! Ahhh che bella domenica domenicosa!
A parte il fatto che oggi pomeriggio devo passarlo a studiare chimica, mi sento rilassatissima e di buon umore, perciò, in questo post super tranquillo, farò il Tag: my Christmas Gift che mi ha passato la elfica Ettelen (cliccate per vedere il suo elfico blog!). 
Che buon profumo di cioccolata calda... Mi sto distraendo! 



1– Qual è il primo regalo di Natale di cui hai memoria?
A dire la verità non so se sia il primo, ma era una scatolina del tabacco che avevo visto nel vecchio negozio di giocattoli. Avevo visto o sognato (questo non lo ricordo) Pippi Calzelunghe che fumava un sigaro e sapevo che c'era il tabacco, quindi sono rimasta impressionata e volevo fumare anch'io. Solo che al posto del tabacco, c'erano dei cioccolatini, ma la scatolina era meravigliosa!

2– Qual è stato l'ultimo regalo di Natale che hai ricevuto?
Beh, l'ultimo è stato una candela profumata. Me l'hanno regalata quest'estate (erano persone che non vedevo da tempo)

3– Qual è stato il regalo di Natale desiderato e mai ricevuto?
Questo è stupido, ma ho sempre voluto provare il carbone dolce, ma nessuno me lo ha mai regalato...

4– Qual è stato il regalo di Natale più bello in assoluto?
Era il Natale della prima media, quindi del 2007 e mi ricordo di essermi svegliata ed essere andata di corsa sotto l'albero. Ho visto una borsa di stoffa che si muoveva... il cagnolino che avevo chiesto per anni era arrivato! 

5– Qual è stato il regalo di Natale più brutto?
Sicuramente dei trucchi profumati e colorati che mi avevano regalato i miei zii quando ero piccola. Io ero una specie di Indiana Jones e i trucchi colorati non li uso nemmeno ora, perciò pensate alla mia faccina delusa quando ho visto quel regalo orrendo!

6– Qual è stato il Natale più felice?
Io spero che sarà questo :)

7– Qual è stato il Natale più triste?
C'è stato un Natale molto triste, mi pare nel 2008 o 2009, ma non c'era un motivo particolare, o almeno non che io sappia..-

8– Qual è stato il regalo di Natale più inaspettato?
Tutti quelli che non mi fanno i miei genitori e mia nonna xD

9– Qual è il regalo che hai fatto di cui vai più fiera?
Non ce n'è uno, perché tutti vogliono cose diverse e io spero sempre di dare il migliore ad ognuno e non so... non lo so xD

10– Quale regalo vorresti ricevere per questo Natale?
Non ho grandi pretese, ero molto più pretenziosa un po' di tempo fa. Tutto quello che voglio sono libri e amore che per me sono un po' la stessa cosa. Per specificare, l'amore è inteso come "voler bene" e comprende tutti i tipi possibili e immaginabili d'amore. Anche quello di voi blogger ^_^

Passo il tag a: 

Sheryl... per quando avrà tempo ;)
Alic... perché... boh, lei c'è sempre
Yvaine... perché lei ci sta facendo tanti regali questo Natale!

Perché lui crede in me

Non mi era mai capitato di sentirmi tanto felice per qualcosa. Non mi era mai capitato di sentirmi tanto triste per qualcosa. Felicità e tristezza non si escludono, continuano a vivere alternate, quasi che fossero due entità distaccate dentro di me.
Ieri, però, è accaduto qualcosa di così bello che ho dimenticato il motivo della mia tristezza, motivo che mi affliggeva da mesi, addirittura da circa due anni. E' svanito, come il fumo che esce dalle sigarette e si libra pian piano nell'aria fino a finire in un dove che non si conosce.
Credevo che quando sarebbe successo, sarei saltata come una molla e avrei gridato per la casa. Ma non è stato così. Sono rimasta lì, ferma, immobile e ho pensato: "Sono davvero all'altezza?" e poi la risposta è arrivata da sé... sì. Grazie a voi del blog, perché ho capito che non bisogna essere all'altezza, ma amare ciò che si fa. Ed io amo questo blog, proprio come amo ciò che è successo.
Ho passato tutta la notte chiedendomi se non avevo sognato, se fosse reale ciò che mi era capitato. "Forse ho frainteso" pensavo. No, le prove sono qui, nel mio computer e tutto è successo davvero.
Ho raccontato di questa storia a tutti, senza dire come la porterò avanti e mi aspettavo che a nessuno importasse e invece, proprio dalle persone nelle quali avevo meno fiducia sono arrivati complimenti sinceri e un senso di calore che mi ha fatta sentire amata.
Un'ombra ha portato buio sulla mia felicità quando due occhi scuri mi hanno incontrata, ancora. Continua a succedere. Un giorno questo mi ucciderà, un giorno quei due occhi bruni ritorneranno a trafiggermi il cuore, a bruciare nei miei pensieri, ma non oggi. Oggi due occhi celesti mi hanno chiamata "scrittrice" e mi hanno riempita di sorrisi.
Crede davvero in me. Ci crede come lui non ha fatto mai. Ed io non lo deluderò. Continuerò a scrivere finché un ultimo battito, un ultimo respiro in me vivrà.

Non credo che capirete, non credo nemmeno che dobbiate capire, chiudete gli occhi e sentite...

Ha smesso di nevicare. 
Maledetta me, quando gli ho detto che la neve non mi piaceva. In effetti non mi piace. Allora perché sono triste se non la vedo? 
Come è possibile che sia Natale e che mi senta sola, quando alla festa dei morti ero molto più felice? No. Non è ancora Natale. Ma l'albero è lì, che mi guarda, io lo trapasso con i miei pensieri infernali. 
Eppure fino a ieri ero felice e contenta. Forse perché oggi non farò niente. Forse è per questo. 
Probabilmente il Natale non mi ha ancora riempito i polmoni. Cerco di fare le cose più natalizie possibili, ma mi sento ancora così sola. Non sento il calore. Non sento il mio sangue che ribolle di eccitazione nelle vene. 
Ho comprato la coca-cola (è molto natalizia, a mio parere), ho cucinato i biscotti allo zenzero, io e la mamma faremo tra poco la porchetta, l'albero di Natale è pronto, la neve è caduta, ci sono libri e cioccolata calda a volontà, c'è il mio cagnolino che mi tiene caldo alle gambe con il suo corpicino. 
Ci sono tante feste a cui andare e tante persone da rivedere. E' da almeno un anno che non le rivedo ed ora che sto per rincontrarle, non sono emozionata. 
Sento solo un lieve piacere, ma niente dell'emozione che c'era l'anno scorso. 

"C'è ancora tempo e poi tu nemmeno ci credi al Natale" mi ha detto la mia amica perfettina. Lei sa già cosa farà, ovvio che lo sa, con il suo gruppo religioso andrà in montagna a girare e passerà il Capodanno in grande stile. Giusto perché sono credenti. Giusto perché odiano lo sfarzo. 
Non ho ribattuto, ma io al Natale ci credo! Forse non crederò alla parte puramente spirituale del Natale, ma questa festa è molto di più! 
"A me il Natale fa schifo, è una festa che non ha senso" ha commentato il mio amico con la sigaretta in bocca... "A me piace. E' l'atmosfera: le preoccupazioni svaniscono per un po' e tutti siamo più felici" ha aggiunto un'altra ragazza, già pronta ad accendere la sigaretta che aveva in mano. 
Era esattamente quello che intendevo. Il Natale è amore, e non sono solo i credenti a poter amare. Io adoro il Natale. Ma quest'anno no. E ancora non capisco perché.
"Magari è per la famiglia, si sa ormai che odi la tua famiglia. Io la odio per esempio, non vedo l'ora di andarmene di qui" ha supposto il mio migliore amico. Ed è grazie a lui che ho capito perché quest'anno sia così triste. Io voglio bene alla mia famiglia, i miei parenti li detesto, ma quest'anno non ci saranno. Il punto è che il mio migliore amico odia il Natale perché odia la sua famiglia, perché deve stare con la sua famiglia. Sono le persone con cui stai a rendere magico tutto. Io sto con persone meravigliose, ma ne manca una...

"Tu credi che avere problemi mentali possa considerarsi un pregio?" 
"Se si chiamano problemi ci sarà un motivo"
"E' come pensavo"... 
Una risata molto forte le fece tremare le mani. Non era il freddo, non era il vento. Era il suono di quella risata. Se lei fosse stata un pianeta, in quell'istante, Madre Natura si sarebbe scatenata: terremoti, maremoti, uragani ed incendi l'avrebbero sovrastata. 
Si fermò per un attimo. Non avrebbe dovuto farlo. 
"Che c'è?" 
Non rispose. Le guance erano diventate amaranto e la punta del naso una ciliegia. Si voltò. Grave errore. Erano occhi, quelli dietro le sue spalle che non avrebbe voluto vedere. 
Occhi che sorridevano, chissà se per la risata appena terminata o per la sua vista. 
Sarebbe rimasta lì per sempre. Senza fiatare o parlare o camminare. Sarebbe restata, se solo qualcuno non l'avesse presa per il braccio e non le avesse detto: "Bimba, non doveva nevicare, oggi?"
"Sì, ma tanto non mi piace la neve"
"Nemmeno a me..." e susseguì un mare di parole. Lui non parlava mai per primo, era sempre lei a dover attaccare bottone, ma allora no. Allora continuò a parlare del tempo, senza accorgersi della minuscola lacrima che si era formata al bordo dell'occhio di lei e repentina era caduta. Senza lasciare traccia.  

Qualcosa di SOLO mio...

...E se poi accadesse? Se poi accadesse un giorno, per magia, d'innamorarci di una persona stupenda, senza cattiveria, senza antipatia, senza gelosia? Nel più puro dei casi?
Il mio primo amore, odio dirlo, ma è nato per gelosia. Credo che sia stato quest'oscuro sentimento a far nascere tutto. Eppure sento che il secondo, se mai verrà, sarà diverso. Più puro, più vero e non avrò paura. In sua attesa, mi rinfranco con il resto.
Ma tutto vedete, nella mia vita, ruota attorno a questo sentimento. Io l'ho provato, ancora adesso lo sto provando: mi fa soffrire, eppure mi dà forza, vita, eppure dà la scintilla che mi rende più difficile da abbattere.
Questo sentimento ieri mi ha portata ad attizzare un po' il fuoco che c'è dentro di me. Spinta dalla gelosia, da sentimenti ignobili, mi sono sfogata dando spazio alle mie ali di distendersi.
Ho volato dopo tanto tempo ed ho visto l'anima di una classe che non ho mai voluto, prendere vita.
Voglio donare un'anima a questa nuova classe; sono vuoti, ma io non voglio il vuoto, io voglio il calore di una classe unita, che si vuole bene. Voglio amicizia e niente prese in giro. Non voglio frecciatine, voglio la purezza della mia vecchia classe e forse la avrò, basta rendere partecipi le persone di cose per me effettivamente insignificanti in questo punto della mia vita e tenere per me quelle realmente importanti.
E una sta nascendo, sento una nuova amicizia nascere, sento che qualcosa di bellissimo si sta creando.
–Sei immerso nei tuoi pensieri, cosa pensi?– gli chiedo io con un sorriso, aspettando di giocare a basket
Lui gira la testa, mi guarda e sorride: –Vuoi farti i cazzi miei?–
–Perché no...–.
Pochi minuti dopo. Io guardo lui dall'altra parte.
–Stai sognando?– mi chiede lui.
–Osservo una persona, sono immersa nei miei pensieri– sorrido.
–Quali?–
Io: –Vuoi farti i cazzi miei?–
–Sì–.
Dopo alcuni minuti.
–Facciamo così, visto che siamo entrambi degli antipatici che si vogliono fare i cazzi degli altri, ti dico: diglielo, oppure no, ma dimmi sempre com'è andata– mi dice lui.
Tutto quello che sono riuscita a fare è stato sorridergli e pensare che mi sta immensamente simpatico e che voglio la sua amicizia. E un momento dopo, un altro pensiero mi ha attraversato la mente:
"Però questa amicizia la voglio tenere per me".

PS. IMPORTANTE!
Da poco si è unita al nostro mondo dei blog, un'altra ragazza ^_^ si chiama Sidney Wilson e questo è il suo blog: Happily Dream ! Fateci un salto se potete, è davvero un bel blog e così possiamo mandare avanti la carriera di una nuova blogger! (sono emozionata lol!)