La mia passione: l'odiata realtà


Una rosa prima fa sbiadire i propri petali che virano dal rosso al bianco sporco di sangue e poi lascia che cadano tra le intemperie che un temporale scatena. Muore lentamente, muore con dignità, vanificando la propria bellezza e spogliandosi di essa. 
Un ragazzo cerca in un cestino dell'immondizia di che vivere. E' crudele, è massacrante, è bellissimo. Bellissimo vedere come non sia affatto pietoso, vedere quanto urli per il dolore di doversi ridurre a tanto pur di mangiare sempre mantenendo il decoro. 
Decoro che contraddistingue una persona da un essere vivente. 
Una dignità che ho visto nei vecchi video del nazismo, era lì, in quegli ebrei, zingari, neri deportati e affamati alla follia e, invece, non c'era negli occhi di coloro che li seviziavano. 
E' tanto vuota la freddezza dell'ordine assoluto, quanto è pieno l'infiammato calore del disordine disperato. 
Sono giovane, ma ho visto tanto, ho visto abbastanza per decidere che è proprio quel fascinoso odio che mi fa battere il cuore. Quello su cui voglio indagare, di cui voglio scrivere e parlare. 
Voglio scrivere di chi combatte. Voglio che si conosca la guerra, il terrore, l'ingiustizia, la morte. 
Voglio che chi è del mio tempo e chi sarà di quelli successivi veda il coraggio di chi pretende i propri diritti. Basta avere vergogna. Non bisogna vergognarsi delle storie di chi ha vissuto la tratta, la schiavitù, l'odio, il razzismo, l'omofobia, la xenofobia, il fanatismo. 
L'essere umano è cieco di fronte a ciò che affligge il mondo, si ha troppo timore di parlarne, si ha troppa paura delle ripercussioni. Dovremmo smetterla di comportarci da esseri umani e iniziare ad essere uomini. Prima o poi qualcuno dovrà cominciare a togliere le bende dagli occhi della gente e se nessuno vuole essere primo, se nessuno vuole farlo, allora mi offro volontaria. 
Ho diciassette anni, ma mi sono già sentita dire mille volte che sono troppo ambiziosa.So prendere le mie decisioni da sola, non voglio lasciare il mio posto a nessuno, c'è sempre il "qualcun altro" della situazione, oggi, in questa vita, voglio essere io ad intraprendere la strada "diversa". Non voglio fare niente di eccessivo, né essere chissà quale personaggio. Ho solo un incondizionato e smisurato bisogno di raccontare. Voglio con tutto il mio cuore sapere, sapere, sapere e tramandare il mio sapere agli altri. La realtà mi piace e merita di essere conosciuta grazie al freddo calore di chi non ha pietà e di chi ha passione. Scrivere della morte potrebbe farmi morire, ma ignorandola morirei comunque. 

Randoooooom things :D

Alcuni giorni fa c'è stata l'assemblea d'istituto solo per le quarte e le quinte, per l'orientamento. Per l'università. Sono venute una quantità abbastanza alta di università ad esporci il loro istituto.
L'università degli studi di Milano non c'era, quella statale (perché la cattolica costa troppo e non ci andrei comunque) e allora ho guardato un po' in giro.
Mi è piaciuta moltissimo L'università di Verona, davvero tanto e mi sono studiata circa un migliaio di volte il depliant e le varie carte che mi hanno dato.
So già di volermi laureare in lettere nonostante la gente mi dica che non si trovi lavoro e che dovrei intraprendere il lavoro dei miei genitori. Onestamente non ho abbastanza voglia di studiare (anzi non è alcuna) per farmi undici anni di medicina e specializzazione. E poi non mi piace, non mi piace proprio. A Verona mi hanno spiegato che farei i primi tre anni e alla fine di questi sarei già laureata in lettere e poi per finire il quinquennio, mi laureerei con la laurea magistrale in Editoria e Giornalismo.
E pensate che io all'università di Verona c'ero già stata, alla laurea di una mia maestra delle elementari. Mi ricordo che l'adoravo, quel giorno c'era un sole meraviglioso e la gente studiava su di un prato immenso e verdissimo. Ricordo che pensai che ci sarei tornata un giorno e forse ci tornerò davvero.
giovedì ho fatto tutto il pomeriggio a studiare storia, cinquanta pagine in un pomeriggio, cinquanta pagine che comprendevano tutta la rivoluzione francese e tutto Napoleone, ma alla fine mi ha ripagato, venerdì mi ha interrogata e ho preso un veramente improbabile sette.
Quindi rendetevi conto di come la mia profe di storia sia ferrata nella sua professione. Ha dato sette a una che non sapeva praticamente niente. Sia beata la mia memoria eccezionale!
Il mio problema è che non ho voglia di studiare, proprio non ho voglia, se una materia mi piace la studio volentieri, ma preferisco decisamente fare le cose, impararle con la pratica, è sempre stato così e poi storia non mi piace, non posso farci niente, solo l'ultima parte del novecento mi piace e molto, ma il resto è una tortura.
Poi è arrivata la notizia di un nuovo componente della classe che si dovrà aggiungere. Da quello che ci hanno detto è una ragazza, si chiama Silvia o Anna, lui ha detto che iniziava con la A. Già, avrà pensato ad "A Silvia", ci penso sempre anch'io quando leggo il nome Silvia.
Tra poche poche, davvero poche settimane andrò ad Auschwitz. Ieri una notizia mi ha fatto praticamente prendere una botta in testa. Uno di quelli che doveva venire, non può perché l'hanno convocato e allora ha lasciato il suo posto a C. Immaginatevi una che non vedeva l'ora di andare ad Auschwitz per allontanarsi da C e da B, quando scopre che ci deve passare una settimana insieme. Che poi non è nemmeno giusto, C non era nemmeno tra quelli che volevano partire, ma non importa, tutto per farmi prendere dei colpi megagalattici.
Ho una voglia matta di leggere in questi giorni, ma non trovo il tempo, ho letto giusto poche pagine dell'eleganza del riccio e mi sono addormentata.
Mia madre continua a dirmi che dovrei fare sport, figurarsi, anche così sono indietro con il libro e con le letture e con tutti gli impegni che mi prendo. Poi non sono capace di portare avanti uno sport, proprio non ce la faccio, lascio perdere dopo tre settimane, perché appunto ci sono cose più importanti. Vedrete che quando comincerò a lavorare da giornalista, mi massacreranno, farò orari indicibili e verrò pagata una miseria, ma almeno sarò pagata. Vi pare che io abbia la benché minima voglia di farmi massacrare e pagare pure per quella tortura? Se mi piacesse davvero, lo farei, tirerei fuori il mio lato masochista e mi butterei, ma ho un libro da scrivere, ne ho tanti da leggere, ho tante pagine di tanti libri da non-studiare e prendere la sufficienza, ho progetti da portare avanti e impegni da rispettare, no no, proprio non si può. Scusate se non sono super presente, mi rifarò e risponderò anche ai vostri commenti.
E per ultimo vi ringrazio tanto perché siamo la bellezza di 200 e sono tanto felice che crediate in me :)
Un grandissimo abbraccione a tutti quanti!

Giudizi e Giustizia.

La gente giudica, giudica senza sapere niente. Senza conoscere una persona, la gente giudica e si convince che sa e predica ovunque la propria saggezza.
Tutti gli esseri umani si fanno delle opinioni, ma giudicare è diverso. Giudicare è esprimere una sentenza con prove vane, senza interrogatori, senza un vero e proprio delitto.
La gente giudica perché è invidiosa, stupida, cattiva. Giudica alle spalle degli altri, nascondendosi dietro la propria falsità. Illudendo chi vale davvero qualcosa.
Poi però la verità viene a galla, perché alla fine la verità si scopre sempre. Fa male questa verità, brucia, ma è comunque meglio di tutte le bugie.
Sapere di essere giudicata in questo modo da alcune persone mi ha reso solo più forte di prima. Oltre agli insulti ovvi che ogni essere con poca fantasia potrebbe esprimere nei confronti di una ragazza, mi è stato detto molto altro. Alle spalle.
Mi è stato detto che non ho personalità, mi è stato detto che mi vanto di star scrivendo un libro, mi sono stati fatti insulti impronunziabili una seconda volta.
Inutile dire che tutto questo non mi ha fatto piacere. Avrei riso se non avessi saputo chi ha detto questo. Ma l'ho saputo, per fortuna, l'ho saputo.
Le opinioni sulla mia presunta promiscuità non mi hanno toccata minimamente, perché sono false e quindi non valgono assolutamente nulla. Il fatto di non avere personalità mi ha ferita, devo ammetterlo, non perché sia vero, ma per la persona che l'ha detto. Io ce l'avevo quel sentore, l'avevo capito dentro di me che non mi potevo fidare e avevo ragione.
L'ultimo punto è stato forse il peggiore: mi vanto di scrivere. Avrò detto una volta, una volta e basta che stavo scrivendo un libro e a chi mi poneva domande io rispondevo. Ma limito a più non posso di parlare del libro, proprio perché non voglio fare la figura di chi si vanta. Mi hanno definita "scrittrice fallita", forse perché ho preso tutti nove nei temi eccetto un otto. Sarà per quello.
Quasi sorrido, non sanno che non mi vanterei mai del mio libro perché lo amo e vantarsi di qualcosa che si ama sminuisce il valore di essa.
Cos'ho intenzione di fare? Lottare in silenzio. Chiarirò un punto con una persona sincera per non fargli credere ciò che gli altri dicono. Continuerò a prendere i miei nove e a scrivere.
Ha detto che non ho personalità, mi ha giudicato, pretende di sapere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, mi conosce da quattro mesi scarsi... non ha capito proprio niente. La vedrà la mia personalità e quella la potrà giudicare, non sono pronta ad accettare le ingiustizie.

Valentine Tag!

Oggi tanto per elogiare la mia stupenda vita da single, faccio il Valentine's Tag.
Sono stata taggata da Umberta del blog Opticallilluscion e la ringrazio tanto :D


Il tag consiste nell'inserire l'immagine che vedete qui sopra, rispondere a delle domande e se volete nominare chi vi ha taggati.

Le domande:
1. Qual è stato il tuo S. Valentino più brutto? Onestamente non credo di aver mai passato un brutto S. Valentino, insomma o era bello o non gli davo peso. Non ho mai preso molto in considerazione questa festa :)
2. Quali aspetti del giorno di S. Valentino apprezzi di più? Apprezzo il fatto che c'è sempre qualcuno che compra dei dolci per gli amici, per la famiglia o per me e basta eheh
3. Cosa non riesci proprio a sopportare di S. Valentino? Il fatto che è una festa commerciale e che non serve proprio niente, non si sta nemmeno a casa da scuola... voglio dire, rendiamoci conto!
4. Il più bel regalo (e se vuoi il più brutto) ricevuto in questa festa. A dire il vero non ho mai ricevuto dei regali veri e propri, chi mi conosce sa che non apprezzo il consumismo e che non mi piacerebbero nemmeno dei regali a caso solo perché è il quattordici febbraio. Ma direi che il (quasi)regalo più bello è stato il fiorellino che mi regalò in terza elementare il mio "fidanzatino" di allora. Quello più brutto non c'è :)
5. Come preferisci "festeggiare" (o non festeggiare) S. Valentino?
Beh, stasera vado al concerto d'inverno con la mia migliore amica e un'altra nostra amica e lo trovo un "non festeggiamento" perfetto. Se stessi con qualcuno andrei semplicemente a fare un giro, a divertirmi, come ogni altro giorno :)
6. Se dovessi scegliere opteresti per un Sexy-Valentine o per uno Sweet-Valentine?
Nessuno dei due, opterei per un Divertent-Valentine (scusate l'inglesismo, ma funny mi sapeva di pagliaccio)
7. Perché secondo te gli uomini regalano cioccolata a S. Valentino quando sanno benissimo che da poco siamo reduci dal grasso delle vacanze natalizie smaltito a fatica due mesi fa?
Non saprei, anche perché io non smaltisco grasso perché non ne ho affatto e quindi sono felicissima quando mi regalano del cioccolato (xD).
8. La cosa più romantica che tu abbia fatto per qualcuno a S. Valentino?
Non sono romantica, di conseguenza non faccio cose romantiche, faccio capire alle persone che tengo a loro in altri modi
9. Se dovessi sostituire S. Valentino con una festa a tua scelta (per esempio la giornata mondiale della carota), che evento sceglieresti/inventeresti?
Mmm... una giornata nella quale a lavoro o a scuola si socializza, si ride, si scherza e ci si conosce meglio (e si sta fuori, non in aule o uffici polverosi)
10. Quale pensi che sia il cliché più di cattivo gusto a S. Valentino?
Tutto quello che non è fatto con sincerità :)

Se volete fare il tag fate pure, vi taggo tutti!
Vi amo tanto! Ascoltate queste canzoni ----> It's Time - Imagine Dragons ----> Eccoti - Max Pezzali
<3

Radioactive

Radioactive - Imagine Drangons

Ho sempre pensato che ci fosse un motivo per tutto.
Adesso ho paura che ci sia un motivo per cui lui si stia riavvicinando. Quel lui. Quello di quando ho iniziato a scrivere qui sul blog.
Mi sono innamorata di lui quando avevo quattordici anni, dopo che lui lo era stato di me. E' stata la prima persona che mi sia piaciuta davvero, la prima e l'ultima.
L'anno scorso sono riuscita a togliermelo dalla testa, dopo non averlo visto praticamente per un anno intero. E adesso sta tornando.
Com'è possibile? Com'è possibile che un ragazzo dolce e premuroso che mi dimostra giorno per giorno quanto mi voglia bene, non riesca a suscitare in me nemmeno la decima parte di quello che mi fa provare lui quando mi sfiora.
Non voglio che torni. A costo di rimanere con il cuore di ghiaccio per sempre. A costo di non innamorarmi mai più.
Quattro anni. Non mi sono bastati quattro dannati anni a capire che devo stare lontana da lui e in caso sia lui ad avvicinarsi, io mi devo scansare.
Mi ha abbracciata come se non fosse successo niente, come se ci parlassimo ogni giorno. Da un anno e mezzo ci salutiamo a malapena quando ci incontriamo in corridoio e questo non lo ha fermato.
Ho bisogno di urlare, ho bisogno di vedere un vetro rompersi in mille pezzi per comprendere in che stato sia il mio rapporto con lui.
Sono arrabbiata, sono infuriata, perché con lui tutto il resto scompare. Nella mia mente il mare si sta rivoltando, i vulcani stanno eruttando e la terra sta tremando, proprio come quel mio cuore, che si è risvegliato. Giusto quando ero sicura si fosse assopito, è ritornato, potente e sanguigno come mai prima d'ora.
Oh, ma questa volta gli metterò le briglie, sono pronta ad alzare mille muri purché lui stia lontano da me, purché non mi riabbracci più, non mi parli più. Purché lui non ritorni, anche se è sua volontà.

Che delirio!

My World - Avril Lavigne 

In questo stesso momento dovrei star studiando filosofia, ma la mia natura è purtroppo un'altra e perciò se prima non scrivo qualcosa non mi sento bene.
E' stata una giornata lunghissima. Stamattina sono quasi arrivata in ritardo e io non arrivo MAI in ritardo, è uno dei miei record (e non ho intenzione di smentirmi), poi ho cercato di restare in vita durante tutta l'ora di storia e, quando è finita, ho ringraziato il cielo.
Ma la parte brutta è arrivata poi, abbiamo cominciato le tre (TRE) ore di matematica e fisica che ci aspettavano. La prima è stata tranquilla, matematica, disequazioni goniometriche che incredibilmente ho capito. Dalla seconda ora si è scatenato il putiferio, siamo andati nel laboratorio di fisica.
C'è un'altra cosa tra le tante che dovete sapere di me: sono scontrosa. Mi danno fastidio le persone lente, quelle che arrivano troppo tardi alle cose o che hanno perennemente la faccia da cretini addormentati.
Capisco che possa essere crudele, ma sono fatta così. E allora un mio compagno non la smetteva più di chiedere cose stupidissime su ogni cosa che facevamo nel laboratorio. Se spostavamo la lente chiedeva perché, se avvitavamo qualcosa ci chiedeva come e io alla fine non ci ho visto più e gli ho detto che "se magari avesse ascoltato qualcosa invece di guardare per aria come un deficiente, non avrebbe avuto bisogno di asfissiarmi chiedendomi di tutto". Dopo due ore ero completamente stravolta.
Per giunta a ricreazione continuava a parlare del progetto di fisica e quindi me ne sono andata per i fatti miei in classe dove ho trovato C e abbiamo parlato per un po', fino a che non è "soggiunta" la cara ragazza con dei problemi della classe che si è messa in mezzo, le avrei volentieri tirato il cancellino della lavagna in testa. Sarebbe stato bellissimo, immaginatevelo: il cancellino pieno di gesso, tutto bello polveroso sulla bionda testa riccioluta dell'insopportabile oca che mi odia.
Che poi anche lei mi sa tanto di mezza deficiente, certe volte guarda nel vuoto, persa, avrebbe bisogno di un bel bicchiere di acqua gelata in testa. E perché mi odia, direte voi? Bella domanda! Pare, e quando dico pare è così, che sia innamorata di B (quello che non mi parla più) e... allora? Giusto, se lui non mi parla più, lei non dovrebbe essere gelosa e quindi non dovrebbe odiarmi. Invece no, invece questa qui è una di quelle ragazze che vuole tutto quello che hanno gli altri, in special modo io. Perciò fa di tutto per superare la mia media nei temi (cosa, detto fuor di modestia, molto improbabile), parlare male di me a tutto il mondo e soprattutto mettersi in mezzo tra me e C.
Devo dire che non sta riuscendo in niente di tutto ciò. Soprattutto con C.
E infine arriviamo all'ultima ora decisiva. Il nostro prof d'italiano è un gran simpaticone, la verità è che ha già capito tutto, ha compreso bene come io abbia incasinato tra C, B e quest'ultima ragazza e allora ha scelto un'argomento di cui parlare per svagarci un po': amore e odio.
Può una persona odiare qualcuno che ama?
La mia risposta e quella di quella ragazza è stata no.
B ha detto che: "E' possibilissimo che si arrivi ad odiare una persona che si ama, specialmente se quella persona ci fa davvero arrabbiare" (sì e magari non le parli più).
C ha chiesto: "Ma... secondo me una ragazza può fingere di trattare male qualcuno che ama, amandolo allo stesso tempo" (mi fa ridere perché lui è convinto che io lo tratti male e me lo dice sempre, quando è semplicemente un altro tratto del mio splendido carattere).
Domani dovrò spostarmi per un'intera ora vicino a B, scelta della prof di arte. Questi prof sono sadici. Ve lo dico con tutto il cuore.
"Sei la mia vita"

Finalmente è diverso.

C'è un momento nel cuore della notte durante il quale le anime dei morti ci guardano e scendono ad accarezzarci le guance, i capelli, gli occhi. Ognuno di noi ha un'anima che lo protegge, un'anima che ha forgiato la nostra prima che nascessimo.
La nostra anima ci parla, ci orienta verso la strada che trova più giusta.
La mia anima lascia scegliere me perché sa che non mi farei mai guidare da qualcun altro, ma viene lo stesso ogni notte vicino a me ed io sento la sua mano incorporea che accarezza quello che sono diventata. Spero tanto che sia fiera di me.
Ma sono certa di sì.
E poi capita che la tua anima s'incontri con un'altra anima e che condividano un pezzetto di eternità. La mia anima non si può innamorare, la sua amata è rimasta sulla terra, e allora ha deciso che se non avrebbe orientato mai i miei pensieri, sarebbe stato meglio farmi aprire gli occhi.
In una giornata piovosa come quella di oggi, il mio migliore amico mi ha fatto aprire gli occhi, perché se è vero che sono indipendente dalla mia anima, devo esserlo in tutto.
Quindi ho lasciato che la mia anima vivesse il suo amore tra cielo e terra e ho visto "un nocciolo di silenzio nel cuore di un boato".
Con le lacrime agli occhi ho guardato la mia anima che risaliva nel più alto dei cieli e ho proteso una mano aperta per toccare per la prima e l'ultima volta colei che mi ha creata e ringraziarla promettendole che "d'ora in poi, per lei, andrò alla ricerca dei sempre nel mai".

–Mi fa stare male– ammise Nathan.
–Allora stai male– fece Kat, alzando le spalle.
Nathan batté un pugno contro il terreno e si alzò di scatto, girando tutt'intorno innervosito.
–Ma non è possibile che non capisci che non voglio stare male? Non ne voglio parlare Kat!– strinse la mano a pugno –Davvero non riesci ad avere un po' più di comprensione?– Nathan cercava di limitarsi, ma la sua rabbia era spropositata e usciva fuori da lui senza controllo.
Kaitlin rimase tranquillissima: –Non ne sono capace. Sono tutte emozioni, la rabbia come la sofferenza, solo che da una ti nascondi e dall'altra no. Ma sono uguali, stessa natura e stessa potenza– Kaitlin tossì –Non ho mai fatto altro che studiare le emozioni degli altri, così le so riconoscere alla perfezione e onestamente credo che la sofferenza sia una delle più belle–
Nathan la guardò e la rabbia svanì. Guardando Kaitlin... l'amava e basta.

–Tu, Nathan, sei così pieno di sofferenza che la tramuti in rabbia. Io vorrei solo vedere un po' della parte di Nathan che lui nasconde, la parte che io credo essere la più bella. La sofferenza, a mio parere, porta le persone ai gesti più meravigliosi [...]
(Dal mio libro).