Farfalle

African Chill Out Music

Si parlava di gay. Si parlava di "farsi". Si parlava degli anni settanta e ottanta. Si parlava di Woodstock.
Woodstock si è svolto all'anniversario della mia nascita, dubito che sia un segno, ma lasciamo che io ci creda. Si parlava di concerti e di feste in piscina. Si parlava di estate. Si parlava di due di notte. Si parlava di droghe leggere. Di futuro. Di presente.
La parola Africa mi fa sognare. La parola bohémienne è perfetta per il mio ideale di artista.
Si dice che i giornalisti soffrano di mal d'Africa, ma io sono un caso patologico: ne soffro ancor prima di andare in Africa per la prima volta.
E chissà quando ci andrò, ma ci andrò. Oh, se ci andrò.
Ogni tanto mi chiedo perché il sabato sera si debba uscire. E' tassativo? Fosse per me scriverei per tutta la notte. Fosse per me uscirei solo settimana prossima. Ho così tante farfalle nella pancia che non me ne capacito. Perché? Andrò forse in Africa tra una settimana? Andrò forse in Brasile a parlare con gli abitanti delle favelas? Siamo tornati amici? Ho finito il libro? No, niente di tutto ciò. Eppure ci sono centinaia di dannate farfalle che non fanno altro che svolazzarmi nello stomaco.
Ho caldo. Ho paura di farmi baciare con le labbra umide di vapor acqueo e i palmi sudati. L'anno scorso, in questi giorni perdevo il mio libro. Ancora queste farfalle?!
Il culto del bello. Raffinatezza è una delle parole chiave, un lembo di pelle che si scopre per sbaglio è bello, una maglietta che nemmeno si vede è volgare. La lista di ciò che vorrei essere e di ciò che vorrei fare si allunga sempre più. E ho le farfalle nello stomaco. Giornalismo. Domande. Omosessualità. Razzismo. Paura. Libertà. Radioactive. Bohémienne. Brasile. Africa. Australia. America Latina. Grecia. Farfalle?! Speranza.
Spero tanto in me stessa. Finora è successo poche volte che mi deludessi. Posso riuscirci. Non è "farsi" il punto, non è la volgarità o la raffinatezza il punto. Non sono tutte queste parole e tutti questi posti il punto. Il punto è l'insieme e l'insieme mi dà speranza. Probabilmente il cumulo del mio desiderio dovrebbe abbattermi, ma mi rendo conto che tante di queste parole io lo sono già, che per tanti di questi ideali combatto già. In quei luoghi ci andrò e farò tutto quello che posso sempre con il sorriso sulle labbra e la speranza negli occhi. Magari stasera scrivo, magari esco e poi scrivo tutta la notte, magari lo bacerò con le labbra umide. Sono fiera delle speranze che ho e sono fiera di ciò di cui si parla, sono fiera della mia generazione perché le farfalle nello stomaco sono rimaste anche a noi. 

Il mondo


Il profumo è forte e stucchevole, quasi quanto l'incenso, con la differenza che questo non fa venire il mal di testa. Con questo caldo i fiori cuociono e la frutta marcisce. Ci sono strati di umido depositati ovunque. Il trucco delle ragazze si squaglia e i rossetti rossi colano fino al mento, mentre gli occhi pian piano diventano neri. Alle due del pomeriggio non c'è nessuno, quasi fosse un pomeriggio d'agosto. 
Mi preparo, m'insapono e m'infilo i primi vestiti che trovo, devo andare a comprare dei libri con i buoni che mi scadono il 31 di questo mese. Faccio una tappa in un negozio di vestiti, ma mi annoio in fretta e tutto quello che compro sono un rossetto color corallo e una cipria in stick rosata. Sono così semplici e leggeri che in estate non stoneranno affatto.
Esco e corro in libreria. Chiedo "Noi ragazzi dello zoo di Berlino" e la commessa lo trova. Chiedo "Il giardino d'estate" e con mia grande sorpresa trova anche quello. Infine le chiedo "La meccanica del cuore" e lei tutta felice e sorridente mi dice che l'aveva letto tempo fa e che l'aveva adorato e me lo va a prendere, perché sa perfettamente dove è messo. 
Adoro questo genere di cose, quando i commessi amano il lavoro che fanno. Mi dico che se mai non dovessi trovare lavoro da giornalista dopo la laurea, mi farò assumere in una libreria, così che le persone si sentano a loro agio e sempre rischiarate da un sorriso, anche in una giornata "no". 
Quando torno a casa, mia madre guarda i miei acquisti e si sofferma su "Noi i ragazzi dello zoo di Berlino". Lo guarda e mi dice: "Ah, questo è brutto". Ma non la prendo come un'offesa perché lei con brutto intende forte, drammatico, impegnato. Non è il suo genere insomma. Qualsiasi cosa che non sia Ken Follett non sarebbe il suo genere. Ho lo stramaledetto difetto di dover far vedere i miei acquisti al mondo e quindi mi sposto da mio padre e anche lui si sofferma sul romanzo di Christiane F. Poi sorride e questo mi stupisce alquanto. Ormai è risaputa la totale indifferenza di mio padre per la lettura. "Volevo tanto che qualcuno lo leggesse" mi spiega "Lo volevo fare io, ma sai che non riesco ad andare oltre le dieci pagine stampate". Lo abbraccio e vengo qui a scrivere questo post. 
Mi chiedo da chi abbia preso io. Da quel poco che so mi viene in mente un nonno, quello che non ho mai conosciuto. E' come un modello per me, un modello di cui non so praticamente nulla. So la sua fede, politica e religiosa, so il suo carattere e so che gli piaceva raccontare la verità. 
Ho fatto varie ricerche, nella mia famiglia non ci sono mai stati scrittori, né giornalisti, ma contando che ho origini del profondo nord e greche e arabe, beh, chi mai lo potrebbe sapere. 
Conoscere il fatto di avere parenti in tutto il mondo, Argentina e Brasile compresi mi fa sentire... mescolata. Sì, mescolata, come se nel mio sangue ce ne fossero tantissimi e forse è grazie a ciò che io non mi sento né nera né bianca, né ebraica né cristiana. Nella mia classe un ragazzo ha detto che non dovrebbero esistere le frontiere e tutti hanno riso perché è impossibile. Un'utopia. Sì, credo che sia vero, però io non ho riso perché anch'io mi sento così, anch'io sento di appartenere ad un mondo, non ad una nazione. 

Bellezza

Sono tornata per restare! (Dubito che per voi sia una fortuna eheh)!

Quest'anno si è discorso molto di bellezza. Se ne è parlato male e bene. Io tengo molto al concetto di bellezza, mi affascina, come tante cose. Per me la bellezza sono i fiori, i girasole o i papaveri. La bellezza è una canzone. Il sole è bellissimo, il caldo anche.
Gli amici sono bellezza, bellezza che si aggiunge a noi. Bellezza è la mattina. Bellezza è andare a dormire tardi e svegliarsi presto. Una grandissima bellezza è la chitarra elettrica.
Bellezza sono le parole che si uniscono tra loro. Bellezza è smettere di litigare e cominciare a volersi bene. Rivalutare le persone è bello. Guardarle senza la loro facciata.
La bellezza è un concetto complesso. Una ragazza bella può appassire facilmente, le basta truccarsi troppo o scoprirsi all'eccesso. Una donna bella potrebbe non appassire mai, perché la bellezza di una pelle tesa diventerebbe quella di un volto solcato nel quale le rughe si giostrano a formare dei soli intorno a occhi e bocca.
Bello è guardare oltre. Oltre, oltre, sempre oltre. Bello è lasciarsi il passato alle spalle. Bello è salutare i nemici con un sorriso.
Bello è lui che con me non litiga, che mi parla anche dopo un mio smacco, che mi fa ridere e che mi lascia vivere. Sognare è bellezza. Futuro è bellezza. Presente è splendore.
Bello è chi prende tutto con filosofia.
Bella è la ragazza, la donna, l'anziana che si guarda allo specchio e pensa che quelle occhiaie le stanno splendidamente. Bella è la fiducia in se stessi.
Bello è un bacio al sapore di mela. Bello non è l'urlo dell'imposizione, ma il sussurro della sicurezza.
Bello è lasciare su questa terra ogni briciola di noi stessi. Bello è mettersi in gioco, senza paura che gli altri non ci accettino.

What a wonderful world!

What a Wonderful World - Ramones 

Il sole splende e io sono così felice di poter finalmente indossare i miei splendidi occhiali alla John Lennon. Mi danno classe. Dannatamente perfetti.
Sto esplodendo come i fiori. Mi sento polline di soffione che vaga per il mondo e si eleva verso cielo e galleggia sul lago e si fa trasportare dai soffi di vento piacevole.
Potrei correre via e abbandonarmi al mondo. Potrei conoscere persone nuove ogni giorno. Potrei fare progetti ogni giorno e ridere ogni giorno. Potrei studiare tutto il giorno e poi, stanchissima la sera, avere ancora la forza di andare avanti. Sempre e comunque.
Credo sia meglio lasciare perdersi i rapporti con le persone che ci fanno stare male. Può sembrare una banalità, ma non lo fa quasi nessuno, me compresa. Rimanere aggrappata alle fonti dei nostri malesseri non ci risolleverà mai.
Ma uno dei miei più grandi sbagli, forse il peggiore è stato rimanere spasmodicamente abbracciata al passato. Amavo così tanto quegli splendidi anni che mi stavo dimenticando di quello che sto vivendo ora. Le persone di allora non sono più uguali, nemmeno sono io quella di prima.
Ho sempre detto che le persone religiose sperano in qualcosa d'inesistente e lo ritenevo stupido, ma io stavo facendo proprio così. Il passato non esiste più ed io mi stavo comportando da religiosa. Che ipocrisia. Sì, magari adesso non avrò la classe di allora, ma questa classe non è poi tanto male. Mi concentravo troppo su chi mi odiava, invece di apprezzare chi mi trova simpatica.
Avevo anche iniziato a fumare finché, all'ennesima sigaretta, non ho sbuffato, contrariata e schifata da me stessa, e l'ho scagliata a tre metri da me, mi sono avvicinata e lo schiacciata con tutto il peso del mio corpo, ho accartocciato il pacchetto mezzo vuoto e l'ho buttato nel cestino e poi ho smesso.
Perché vivere mi piace troppo.
Non mi rendevo conto che la felicità si trova nei piccoli momenti e nei piccoli inizi. Nei piccoli gesti come un abbraccio sincero, un nuovo amico, una presentazione e un saluto. I ricordi sono belli, ma sono trappole e io sto vivendo adesso. Voglio avanzare alla velocità della mia vita e guardarmi intorno, osservare questo splendido mondo che ci circonda.

Random + vecchi blogger (tornate!)

Ciaoooo! Come vi avevo detto volevo scrivere un post dove chiacchieravo un po', anche perché mi sembra di essere sempre più presa dalla depressione negli ultimi post e questa è l'ultima cosa che vorrei trasmettere. 
Mbeh, novità?? Io più che altro sono sommersa da verifiche e interrogazioni. Studio tutti i pomeriggi come una matta, anche ieri che era sabato. Io non studiavo mai di sabato, ma la mia tabella di marcia è davvero troppo piena per concedersi il sabato pomeriggio di calma. C'è mancato poco che non studiassi anche la sera, ma poi ho cambiato idea e mi sono svagata :D 
Comunque, è ASSURDO, i miei professori sono impazziti. Quella di mate ci sta mettendo una verifica ogni sabato. Storia c'è l'ho il giorno consecutivo a scienze e subito dopo ho arte e filosofia che sono la stessa mattina. Il problema principale non è il fatto che siano troppo ravvicinate, ma che sono pesanti, ma tanto. Per farvi capire, storia sono quattro capitoli e in tutto sono 96 pagine piene di date e nomi, perché sono alla restaurazione e ai movimenti indipendentisti. Filosofia è Kant e purtroppo non è un autore semplice. Scienze è TUTTO. Tutto?!?!? Sì, sono DUE LIBRI interi da studiare, dove c'è chimica, geologia e genetica, è un programma fuori di testa. Sto letteralmente impazzendo! Non vedo l'ora che sia finita la scuola. Ancora un mese e poi basta, perché giugno non si conta, stiamo a casa l'uno e il due, il 6 e il 7 c'è l'assemblea con tutti i tornei (calcio e pallavolo) e quindi di scuola faremo solo tre giorni. 
Inoltre non vedo l'ora di non vedere più per tre mesi questa classe, con tutti i suoi componenti. 
Ironia della sorte, ho litigato anche con qualcun altro, con C, per la millesima volta. Però avevo ragione, ha fatto la spia e se c'è un comportamento che odio, è quello della spia. Sono stanca di litigare con le persone, ma sono altrettanto stanca di cercare di far pace con loro. Questa volta no, questa volta non chiederò scusa, perché non ho alcuna colpa e perché lascerò che le cose vadano come preferiscono. Ho trovato una citazione a proposito che mi piace moltissimo: 

"Le donne intelligenti hanno milioni di nemici: Tutti gli uomini stupidi" Marie Von Ebner-Eschenbach. 

Poi ieri sera, girovagando con un gruppetto di amici, ci chiamano degli altri e saliamo in casa di uno. Lui lo conosco da quando ero piccola, casa sua l'avevo vista, ma non me la ricordavo così. E' una di quelle case in pieno centro storico, che sembra più un museo che una casa e lì c'erano una quindicina di persone, tutte scollegate tra loro che si andavano aggirandosi per l'appartamento. 
Beh, ad un certo punto mi giro e quasi non caccio un urlo. Lui. Sospiro al destino avverso. Ci salutiamo e mi abbraccia troppo, mi saluta troppo in generale. Mi chiede se sono felice di vederlo e io mugugno qualcosa di scontroso perché in effetti... non lo so. 

Poi, volevo passare ad altro. Ripensavo a vecchi blogger che hanno chiuso il proprio blog o che comunque non si fanno vedere da un po'. Pensavo ad Elisa, ve la ricordate? Di lacrime di carta e inchiostro? Pensavo a Marten, di Fly Away, lei non sapete quanto mi manchi, è un genio quella ragazza e poi mi manca anche Tohru, o come la continuo a chiamare io Linalee, ha chiuso il suo blog, ma vorrei tanto che tornasse. A dire il vero, ogni volta che qualcuno se ne va ci rimango male. Ma più di tutti vorrei veder tornare Marten e Tohru, se leggete questo post, vi prego tornate, mi mancano tantissimo i vostri post :')