The Very Inspiring Blogger Award!

E' tempo di premi qui sul blog! :D 
Era da tanto in effetti che non ne ricevevo, forse perché ormai nel giro delle conoscenze qui su blogger avevamo già terminato i premi esistenti!
Comunque, mi è stato assegnato il premio The Very Inspiring Blogger Award da due blogger fantastiche! E le regole sono: 
  1. Ringraziare la persona che ti ha nominata
  2. Elencare le regole e visualizzare il premio
  3. Condividere sette fatti su di te 
  4. Nominare altri 15 blog e far loro sapere che sono stati nominati
  5. Mostrare il logo del premio sul tuo blog e seguire il/la blogger che ti ha nominata 
Ringrazio tantissimo Miss Dafne di Apri le porte della fantasia e Antonietta Mirra di L'amica dei libri
Grazie moltissime ad entrambe! :D 
Ora è tempo di condividere 7 fatti su di me (che non ho già condiviso? Oh, sarà difficile): 

1-Dall'altra sera uno dei miei film preferiti è: Vita da strega, con Nicole Kidman (che non mi è mai piaciuta, ma che quel film mi ha convinta a riconsiderare), guardatelo! 
2-Sono una maniaca dell'ordine, ma non in tutto, la mia camera per esempio è un macello, ma i miei quaderni, i miei appunti, la mia collanina preferita e qualsiasi cosa a cui tengo molto devono rimanere in un luogo preciso e se vengono spostati dò di matto.
3-Mi piacerebbe tantissimo nella vita essere ambasciatrice delle United Nations o fare parte di un'associazione culturale e che s'impegna nel sociale, per esempio: Reporters without frontiers o Freedom Writers (uno dei Freedom Writers originari, tra l'altro, mi segue su Twitter!) 
4-Sto progettando, l'anno prossimo, nell'unico mese che avrò a disposizione per le vacanze di andare a fare qualcosa di produttivo, pensavo al volontariato in Romania. 
5-Desidero tantissimo trovare una persona con cui progettare di fare dei viaggi, una persona con cui, ogni anno tirerò a sorte per scoprire quale sarà la meta di quell'anno.
6-Adoro le persone, mi piace vivere con la gente, da sola mi sento triste, se andassi a vivere in Nuova Zelanda (Paese che adorerei visitare), morirei di solitudine, non ce la farei mai, troppi paesaggi e troppa poca gente. 
7-Il mio genere preferito di musica è il rock, quello mescolato con l'Indie oppure con il country o ancora l'alternative e il soft, ma mi piace in generale una bella voce, per esempio quella di Ariana Grande in questa canzone (che non è proprio il mio genere) che è davvero eccezionale:Ariana Grande – One Last Time

Nominare altri quindici blog (15 sono tantissimi!), ma posso farcela: 

E... basta perché non ne conosco altri! O almeno altri a cui potrebbe interessare o che non l'abbiano già ricevuto. Per questa volta è tutto, ma la prossima vorrei tornare a pubblicare un testo un po' più letterario, uno di quelli che scrivevo un po' di tempo fa, non so perché, forse per il fatto che lavoravo già molto sul libro, non ne ho più scritti e mi mancano tantissimo, perciò alla prossima!

Libro finito...

People Help The People - Birdy

Buongiorno a tutti!
Oggi ho una notizia da darvi, due diciamo. La prima, meno importante, è che ho provato a mettere delle pubblicità sul sito, non ne metterò più di due, per ora rimane una e così va bene. L'ho fatto perché ero curiosa di provare, tutto qui, spero non vi diano fastidio, se lo facessero, basta dirlo e provvederò.
La seconda notizia invece è molto più importante e anche più emozionante probabilmente solo per me.
Ecco... Ho finito il libro. L'ho scritto tutto. Ci ho messo ben tre anni, l'ho perso, l'ho ricominciato, l'ho mezzo abbandonato, ma quest'estate ci ho messo l'anima e alla fine sono riuscita a finirlo. L'altro ieri. Ora lo sto rileggendo e sto correggendo le imperfezioni nella trama e gli errori di battitura (anche se lo ricontrollavo ogni volta che scrivevo un nuovo capitolo). Quando avrò finito di ricontrollarlo lo manderò, dovrò selezionare per bene le case editrici e per questo ho chiesto aiuto al caro Zio Scriba che è stato molto gentile a darmi una mano! Ho deciso che manderò il libro a delle agenzie letterarie non a pagamento, giusto per farmelo leggere e ottenere un'opinione e poi lo manderò ad una casa editrice che con il primo libro si era dimostrata molto gentile e mi aveva dato consigli utilissimi, spero davvero che potrò pubblicarlo con loro.
So che sembro tranquilla, ma in verità sono davvero emozionata. Non è un libro perfetto, ma a me piace molto e non l'ho scritto male, ci ho messo tutta me stessa e spero davvero che possa piacere. In quel libro ho lasciato parte del mio cuore. Non so ancora come chiamarlo, ho un titolo approssimativo, ma non mi piace moltissimo, comunque se lo pubblicherò, la casa editrice sarà in grado di aiutarmi su questo.
Devo ringraziare anche voi perché quando volevo abbandonare questo libro, voi mi avete detto di continuarlo e così è nato il primo vero romanzo della mia esistenza, quindi grazie, grazie mille.
Adesso vedremo, vedremo come continuerà la nostra impresa, spero che vada bene!
Un grande bacio a tutti voi e grazie ancora!

Campeggio

Pattie Smith - Because The Night (Grazie Alic per avermi fatto scoprire questa canzone!)

Mi ero portata libri e computer, perché sapevo che avrei scritto e letto, salvo le pause cibo. Invece non è andata così. Due ragazzi hanno bussato al mio camper e mi hanno chiesto se volevo far amicizia con loro e da lì è iniziata la mia vacanza al campeggio.
Il rapporto con loro si è instaurato fin da subito, è stato splendido e siamo andati insieme a cercare altre persone. Abbiamo trovato tre ragazzi di Vicenza e un ragazzo di Torino. Venivamo tutti da zone diverse, chi Perugia, chi Firenze, chi appunto Vicenza e Torino. Parlavamo tanto perché di noi non sapevamo niente. Ci sedevamo al bar a chiacchierare, che film ci piacciono, se leggiamo o no e tanto altro. Una volta abbiamo parlato di quali erano le nostre aspirazioni per il futuro e mi ricordo che ho pensato che erano tutte belle, ma diverse e che qualunque genitore non le avrebbe apprezzate. Quando finisce la speranza per il proprio futuro? Alcune persone sono fortunate e non finisce mai, ma altre...
Il primo giorno siamo andati al mare. L'acqua era caldissima, il sole rovente e i punti dove si toccava non finivano mai, così siamo andati a largo e abbiamo iniziato a giocare a pallavolo, mentre giocavamo parlavamo e ridevamo. Credo di non aver mai riso così tanto.
La sera uscivamo in paese, il paese era carino e si riempiva sempre di sera, era troppo piccolo e perciò camminare nel centro era un suicidio, così insieme agli altri andavamo alla terrazza sul mare dietro al castello. La terrazza era piena di scogli e ci siamo seduti a guardare il cielo e ad ascoltare musica.
Il secondo giorno è andato più o meno allo stesso modo, se non fosse stato che i ragazzi di Vicenza dovevano partire e che non ci volevamo pensare.
Quella sera ci siamo rifugiati in spiaggia, abbiamo riso, scattato foto e guardato le stelle cadenti. Io ne ho viste tantissime e per ognuna ho espresso sempre lo stesso desiderio. Alle due di notte ci siamo salutati, un po' goffi, ma dispiaciuti.
"E' stata l'amicizia in due giorni più bella della mia vita" ed è stata davvero amicizia.
Il giorno dopo rimanevamo in quattro. Afflitti perché dovevamo cercare nuovi amici e non ne volevamo, ma ansiosi di provare. I primi sono stati tanto noiosi, ma tanto noiosi che li abbiamo lasciati stare, anche perché avevano sempre una scusa per andarsene. Abbiamo fatto lo slalom per il campeggio e abbiamo trovato un ragazzo, quattordici anni e leggeva Agatha Christie, sì, faceva per noi. Abbiamo iniziato a fare amicizia e poi abbiamo trovato altri due fratelli di Milano, di cui uno simpaticissimo. Ho anche scoperto che sono cugini di un mio amico che vive qui. E insieme a loro abbiamo creato un nuovo gruppo. Con loro la mattina andavamo in giro e ci sedevamo a parlare di cose stupide sul muretto dietro al bar e sempre con loro il pomeriggio siamo andati a giocare a calcio saponato. Devo dire che avevo un po' paura, ma poi mi è passata, perché è stato un pomeriggio divertente come pochi. La sera siamo usciti come al solito, non è importante dove siamo andati e cosa abbiamo fatto, l'importante è stata la compagnia. Però quando abbiamo scoperto due che facevano sesso in macchina, è stato abbastanza divertente. La verità è che ci sembrava di vivere in un film e questa era la cosa speciale. Ci sentivamo fuori dalla realtà, credevamo di conoscerci da sempre e ci comportavamo come se ci conoscessimo da sempre. E così è andata avanti, fino alla fine, con tutti gli addii, fino al mio.
Il mio addio è stato il più brutto perché conoscevo gli altri da una settimana e il legame si era rafforzato. La sera del mio addio ci sono stati splendidi fuochi d'artificio sul mare e ci sono stati abbracci a non finire. Non smettevamo più di abbracciarci e poi ci siamo salutati. E la mattina sono partita. E' andata così, il film è finito, ho compiuto diciott'anni e mi sono resa conto che tra venti giorni ricomincia la scuola, sono in quinta liceo e non ho ancora fatto un compito, però è stato bello. Ho vissuto in un film, ho vissuto un esperienza magica, che pochi altri conoscono e non li dimenticherò mai. Gliel'ho promesso.

Indimenticabile

Hotel California - The Eagles

Ieri è stato il mio compleanno, il diciottesimo e, per chi desiderasse chiedermelo, mi sento esattamente uguale a prima. Certo adesso potrei bere e fumare, cose che non faccio. Posso prendere la patente, cosa che mi emoziona abbastanza. Finire in prigione, non in quella minorile, anche se mi sembra abbastanza improbabile. Giocare d'azzardo, ma per favore, e quando lo farei. Farmi un piercing o un tatuaggio, questo potrebbe avere un risvolto positivo... Comunque non credo che avere diciotto anni sia tutto questo. Ho diciotto anni e potrò partecipare ad un sacco di concorsi letterari che gli anni scorsi non potevo fare, posso provare a creare una mia indipendenza, riuscirci per il futuro. Ho diciotto anni, sono felice di averli, ma finora tutto qui. La scorsa settimana sono andata in campeggio, non ve l'ho detto perché credevo avrei passato una settimana noiosissima senza nessuno e invece ho conosciuto un gruppo di amici straordinari. Giocavamo a uno e a cluedo, giravamo a piedi, ci facevamo bagni che duravano una mattina o un pomeriggio, ridevamo e ci guardavamo le mani dopo un bagno lunghissimo. La sera di solito uscivamo in paese, a mezzanotte rientravamo in campeggio e andavamo al mare, ci sdraiavamo e guardavamo le stelle fino alle due di notte. La notte era perfetta per ascoltare buona musica, ma davvero buona musica, e parlare di argomenti importanti e sentirsi come in un libro o in un film. Potrei sul serio scrivere un libro sull'ultima settimana che ho vissuto e sono certa che i lettori rimarrebbero a bocca aperta a sperare che accada anche a loro.
E' stato magico, magico sentirsi come fratelli dopo tre ore. E' stato bello vedere le stelle cadenti ed esprimere desideri silenziosi, o vedere la luna grande e bianchissima, o quella rossa, rossa come Marte.
Sono in queste settimane che capisco che la realtà supera sempre la fantasia.
E' stato semplice, una vita dentro le vite. Nessuno di noi sapeva niente dei problemi degli altri, almeno fino a che non arrivava la notte e tutti i segreti venivano a galla.
La maggior parte delle persone che conosco hanno passato il giorno del loro diciottesimo a ubriacarsi per bene fino alla mattina. Io invece ho conosciuto degli amici straordinari che aspettavano l'alba insieme a me mentre ci raccontavamo storie che sono già sepolte, e poi il giorno l'ho passato con la mia amica e abbiamo parlato, tutto qui. Non volevo grandi feste, probabilmente ce ne sarà una, ma non ne volevo ora. Ora volevo che rimanesse la magia e sono riuscita a restare felice.
Quest'estate giuro non me la dimenticherò mai, non dimenticherò i fuochi d'artificio e noi seduti in spiaggia a guardarli. Non dimenticherò tutti gli abbracci che non abbiamo ancora finito di darci. Giuro che me lo ricorderò per sempre.

New York New York



Passeggio per le strade di New York, ma come un'italiana. Gli altri guardano solo avanti, come se dovessero raggiungere una meta posta all'infinito. Vanno avanti e non si guardano indietro, camminano veloci destreggiandosi tra il traffico. A New York c'è qualsiasi cosa, qualsiasi attrazione che possa piacere ai turisti, ma io non voglio essere una semplice turista, l'idea di scattare foto di qualsiasi cosa senza un motivo non mi ha mai attratta. Il primo giorno lo splendore di questa città immensa mi ha stupita davvero. Il traffico è rumoroso e di ogni genere. Accanto mi sfrecciano i taxi insieme alle limousine, i calessi con i cavalli si fanno strada tra pedoni e biciclette. La gente passa con il rosso e con il verde, le macchine passano con il rosso e con il verde. Cerco di informarmi su come muovermi per New York perché sono l'unica che parla inglese, alla fine trovo il bus per turisti, ma meglio di niente. A New York c'è puzza. Una puzza tremenda di feci e rifiuti e ai bordi delle strade la mattina sono ammonticchiati sacconi neri di spazzatura. Il primo giorno mi rendo conto di quanto costi il cibo qui, costa molto, è troppo per qualsiasi stomaco e alla fine il portafoglio viene svuotato e il cibo sprecato. Il cibo viene buttato via... I camerieri escono dai ristoranti e, senza la minima cura dei barboni mezzi morti fuori dal locale, gettano cibo buono nella spazzatura. Prendo l'autobus e comincio ad orientarmi. Vedo New York dall'alto. Scendo una fermata prima dell'Empire State Building per fare una passeggiata e poi entro all'Empire. Salgo con l'ascensore per una settantina di piani e mi godo la vista di New York. Che città bella e spietata. Il MoMA non è niente di che, Museum of Modern art... a parte Van Gogh, di vera arte ce n'è poca, solo pittori strapagati per un diavolo di puntino su una tela. Il secondo giorno mi oriento molto meglio. Passo in autobus per varie zone e mi rendo conto del degrado. A New York persone con la borsa di Gucci passano accanto a persone che stanno per cadere a terra dalla fame. Central Park è bellissimo. Davvero. Il tributo a John Lennon è meraviglioso, ma la gente che ci butta il culo sopra la vorrei ammazzare. La gente che calpesta la scritta Imagine vorrei picchiarla. Quando tutti stanno facendo una foto mi butto in mezzo, mi bacio la mano e la poggio sulla scritta. Così impari a mettere il tuo culo gigantesco sopra il punto dove hanno ammazzato l'uomo più geniale di questa terra.
Il terzo giorno, mentre vado al Metropolitan, passo davanti ad un cimitero e vedo che c'è un bar in mezzo al cimitero, vedo anche gente con tramezzini e coca cola che pranza sulle panchine davanti alle tombe. Queste persone non hanno il minimo rispetto per i morti. Come cazzo si fa a mangiare un panino quando davanti sottoterra c'è il cadavere di un uomo? 
Il Metropolitan però è magnifico. Times Square è ugualmente magnifica. Entro in mille negozi, ma per lo più guardo, perché comprare mi sembra stupido. Chiedo ad un signore dove si trova la sede del New York Times e quello mi guarda senza capire.
The newspaper” spiego, ma lui sembra non capire, allora lo chiedo ad un poliziotto e quello, dopo mille volte che mi chiede se intendo davvero il giornale e se sono sicura di quello che gli sto chiedendo, mi dice la strada e l'avenue dove trovarlo. Vado alla sede del New York Times e lo ammiro da fuori e faccio una foto.

Il quarto giorno lo passo all'American Museum of Natural History e a vedere tutti quelle riproduzioni di animali mi viene una gran tristezza e una voglia matta di vedere degli animali veri.
L'ultimo giorno lo passiamo a passeggiare e ancora vedo dei barboni, alla fine non ce la faccio più, entro in uno Starbucks e compro un panino da regalare ad un barbone, lui mi ringrazia e la gente continua a passarmi accanto come se non esistessi.
Amo New York perché lì posso stare sola in mezzo alla gente” diceva Audrey Hepburn. Magari a lei piaceva, ma a me la gente a New York non è piaciuta affatto. New York è una bella città, ma è disumana e lì non si pensa altro che a sperperare i soldi e mangiare. Ovunque andassi c'erano negozi di generi alimentari, ma pochissime librerie, io ne ho vista solo una ed era anche nascosta.
Mangiare, mangiare, mangiare sempre mangiare. Mangiare nei musei, mangiare davanti ai morti, mangiare sul punto dove hanno ammazzato un uomo, mangiare sempre e comunque senza il rimpianto di vedere un uomo che smania per il panino che hai lasciato a metà e buttato nel cestino.
Città bellissima e spietata. 

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Oggi sono tornata dall'America.
Quando sono tornata mi è passato un unico pensiero per la testa: questa è casa mia. Amo l'Italia e amo casa mia. 
Cerchiamo, cerchiamo ostentatamente il posto giusto per noi. Giriamo il mondo e conosciamo persone senza vedere che alla fine torniamo sempre qui. A casa: l'unico posto che non ci abbandonerà mai perché è chiuso nel nostro cuore.