Alto come il cielo

In un paesaggio dove il freddo e il gelo si manifestano alla vista, nasce la vita. Come se volesse beffarsi di Dio, un albero cresce, cresce, cresce, alto fino al cielo.
Il cielo, grigio e lattiginoso, accoglie il verde intenso dell'albero e quel suo profumo che risveglia le sensazioni.
Il profumo penetrante del pino perforerebbe le narici di qualsiasi essere vivente. C'è solo lui, tutto il resto sa di acqua. Acqua che viene dal cielo, acqua che ristagna in terra sotto il ghiaccio.
E il gelo diventa fumo; fluttua sopra il ghiaccio minacciando di attaccare l'albero.
Ma il pino lo accoglie, fa del gelo una fonte di vita, fa del gelo il motivo per cui i suoi aghi rimangano verdi e in salute.
Il verde acceca ancora, alto, bello e profumato; si staglia e troneggia, alto come l'aurora.

Libertà e tutto quel che segue

Un tir mi ha quasi travolta. Una ruspa non mi ha vista mentre passavo. Un ciclista ci ha quasi messo le penne. Senza questi quasi o sarei morta o in galera. Tutti simpatici aneddoti per dirvi che ho passato l'esame per la patente e che ora mi sto allenando alla guida.
Sono decisamente un pericolo pubblico, però me la cavo. Guidare mi piace, mi dà una sensazione d'indipendenza e di libertà che, voi saprete, mi sta molto a cuore.
La libertà... me ne sto concedendo tantissima negli ultimi tempi, sto cominciando a dire quel che penso senza paura. Voi non noterete la differenza (qui sul blog ho sempre espresso i miei pensieri), ma qui, a casa, a scuola e tutto quel che segue (citazione da giovane Holden di Salinger), la differenza si nota non poco. Ho sempre avuto vergogna di parlare di fronte alla gente, ho sempre avuto paura che i miei pensieri fossero sbagliati, in qualche modo, e così, se non con poche eccezioni, mi sono sempre trattenuta dal dire la mia in occasioni che non fossero scrivere temi o litigare con la mia compagna di banco. Ho iniziato ad intervenire a lezione. Ero stufa che la gente pensasse che fossi stupida solo perché non parlavo molto, credevano che non avessi una mia mentalità, una mia idea, e allora tutti si stupivano sempre quando dicevo qualcosa d'intelligente, senza sapere che pensieri del genere mi vagavano perennemente in testa. Dicevo che frequentavo lo scientifico e le persone si stupivano, dicevo che mi piaceva scrivere e tutti si stupivano, anche la mia prof di matematica pensava che io fossi stupida, solo perché in matematica non sono una cima... Ho fermato quest'onda di stupidità e mi sono autoproclamata "persona intelligente". Sì, ho abbattuto tante barriere che mi proteggevano, ma adesso la gente mi segue. Adesso le persone mi guardano in modo diverso, mi guardano come io guardavo i miei amici più spigliati, mi guardano come si guarda una persona che ha una personalità forte e che spicca; ma questo non è il bello. Il bello è poter dire che amo Leopardi, che adoro studiare filosofia, che so chi è Puskin e che adoro Emily Dickinson. Bello è poter dire che l'attimo fuggente è uno dei miei film preferiti e che, sì, le feste sono fantastiche e essere invitati ogni volta è anche meglio, ma io preferisco lo stesso l'odore dei popcorn e il fragore di un film al cinema in presenza di una persona speciale.


P.S. COMUNICAZIONE IMPORTANTE.  
Un ragazzo di nome Michele mi ha scritto sulla mail di valutare un suo testo. Io ho scritto la mail di risposta, ma non me la fa inviare all'indirizzo perché dice che non è valido.
Se il ragazzo volesse contattarmi con un'altra mail ne sarei felicissima e potrei dare un parere al suo testo!

Solo una manciata di...

Impressioni di Settembre - PFM (Premiata Forneria Marconi) 

C'è una catena di liquori davanti a me e una catena di atomi di carbonio sotto la mia penna.
Il profumo di November Rain mi piace, ma mai quanto la canzone che sto ascoltando.
Fichte è un pazzo, Shelling è inutile e Pascal è il mio maestro di vita.
C'è profumo di pioggia, ma fuori c'è il sole.
Uno scherzo.
Quel liquore ha quaranta gradi e quell'altro ne ha quindici.
Metil-benzene.
Kant non mi ha insegnato niente, ma è comunque un genio.
Gandhi non ha mai vinto il Nobel per la pace.
Uno scherzo.
Progressive rock. Mug. Un vecchio sintetizzatore.
Quel liquore avrà cent'anni.
Questa canzone avrà l'età di mio padre.
Leopardi è del 1798.
Talete mi sembra finito ieri. Socrate parlava di api, adoro Socrate. Adoro Aristotele.
Adoro questa canzone.
Il sole filtra dalle finestre. Il sole ha cinque miliardi di anni.
La pioggia... la pioggia da quanto tempo cade? Quattrocento milioni di anni fa, gli esseri viventi, sentivano lo stesso odore che sento io adesso?
E il fanciullo di Pascoli esiste ancora? Le previsioni di Huxley del 1932 si stanno avverando?
E Seneca...?
Seneca aveva ragione, il più vecchio aveva ragione. Orazio diceva Carpe Diem e Seneca ci spiegava come non sprecare il tempo. Ciò che di più prezioso abbiamo.
Voglio cancellare la Ford-T, voglio cancellare la guerra, voglio cancellare Fichte. Ma non posso, nessuno può. Perché il tempo non torna più.
Il meglio non è fuggito come il tempo. Il meglio è adesso. Ascoltare i vecchi saggi ci porterebbe a una nuova meravigliosa era. Seguire il loro esempio. Che anche una sola persona segua il loro esempio. Ma solo una? Sì, solo Una, perché: "–Di tante stelle marine arenate sulla spiaggia, molte moriranno, ma Questa vivrà– disse il bambino e ributtò la stella in mare".
Solo Una persona, solo Un secondo, solo Un minuto, solo Un giorno, solo Un anno, solo Un secolo. Tante note fanno una canzone. Tante persone fanno un mondo. Tanti secondi fanno una vita.