Mani fredde, cuore caldo

Scare Away The Dark - Passenger

Avete presente quella sensazione di gelo polare alle mani d'inverno? Forse a voi non accade, ma io ho le mani sempre tremendamente fredde, ghiacciate, direi.
Mia madre, quando ero più piccola, mi diceva: "Mani fredde, cuore caldo". E da allora mi sono sempre immaginata il mio cuore che ribolliva di calore. Il mio cuore come un fumante involucro che al suo interno aveva della dolce cioccolata profumata e bollente.
Crescendo ho capito che ho le mani troppo lunghe. Mani con dita affusolate e lunghissime, mani da pianista, le chiamano.
Mi piacciono le mie mani, nonostante il congelamento persistente. E' come se le mie dita riuscissero ad entrare più a fondo nelle parole, più in profondità nei sentimenti di cui scrivo.
Eppure, non so, il concetto del cuore caldo mi è rimasto impresso. A fuoco.
Il mio cuore si accende con molta facilità. Suppongo che creda che, se si raffreddasse anche lui, mi potrei tramutare in una statua di ghiaccio.
Il mio cuore si accende davvero troppo in fretta, però lascia che il suo fuoco passi da me alle altre persone e questo mi piace. Sin da piccola, effettivamente, con un sorriso rincuoravo gli altri, facevo felici gli anziani, i bambini, accarezzavo, senza eccezione, ogni cagnolino e coccolavo ogni gatto.
Ero un piccolo cuoricino con le mani fredde che distribuiva amore.
E lo sono tutt'ora. Non mi piace l'immagine della donna di ghiaccio, una donna che entra nella tua vita e ti lascia un alone di mistero. Mi piace l'immagine di una ragazza che entra nella tua vita, anche per un giorno, e ti lascia il ricordo di un sorriso sincero.
Un attimo... e sarà come bere una sorsata di cioccolata calda in una fredda giornata invernale.

Segnalazione! A un passo dalla vita

Buongiorno! Io sono ancora immersa nell'aria mattutina anche se è mezzogiorno, ma è anche domenica e quindi è comprensibile!
Oggi sono qui per presentarvi un libro. Sapete quanto mi piace far conoscere autori emergenti italiani a qualche persona in più e questo è uno di quei casi.

Il libro in questione s'intitola: A Un Passo Dalla Vita.
L'autore è Thomas Melis.
La data di pubblicazione è: 24 ottobre 2014
L'editore: Lettere animate editore.


Trama:

È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza pattinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della “generazione perduta”, schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.

Il libro costa 2,99 € e purtroppo è disponibile solamente in versione digitale. 
Questo è il sito che vi rimanda al libro e al suo possibile acquisto: Qui per maggiori informazioni e per acquistare!

E ora un piccolo parere personale, perché detesto essere troppo fredda o distaccata. Io non ho letto il libro, ma parlando di narcotraffico e problemi sociali, suppongo possiate capire che ne sono molto attratta. Io stessa scrivo a proposito di queste problematiche, anche se in un modo più romanzato. Questo libro mi sembra molto forte, un libro che o ti piace o no, intravedo anche un fondo politico e... lasciatemelo dire, tanta rabbia e tanto rammarico per la situazione dei giorni nostri.
Credo che, scritto bene o no, questo non lo posso sapere, questo libro, semplicemente per le tematiche, dovrebbe essere maggiormente evidenziato e non lasciato in disparte solo perché l'autore è emergente e/o italiano.
Per ragioni di correttezza non posso consigliarvelo, ma posso consigliarvi di dare un'occhiata alla presentazione e alle recensioni (se poi non foste del tutto convinti l'autore ha messo a disposizione un'anteprima delle prime pagine del libro) solo per il fatto che secondo me ne vale la pena, per la trama e per l'attualità del messaggio.
Alla prossima!

De brevitate vitae

"Tamquam semper victuri vivitis, numquam vobis fragilitas vestra succurit"

"Vivete come se doveste vivere in eterno, mai vi sovviene della vostra caducità" Seneca, De Brevitate Vitae.

Seneca è tutto. Un tragediografo, uno scrittore, un poeta, un filosofo, un precettore. Seneca ha scritto ciò che di più bello si possa leggere, ha scritto delle lezioni di vita.
Seneca ci dice, ci urla nelle orecchie, che non siamo immortali, ci dice che siamo dei vigliacchi con la paura della morte, ci dice che sprechiamo ciò che di più importante disponiamo: il tempo.
Noi viviamo come se dovessimo vivere in eterno, non ci rendiamo conto che un giorno ci spegneremo, potrebbe succedere tra un giorno o tra dieci, cento, mille anni, ma noi progettiamo e rimandiamo come se avessimo tutto il tempo del mondo, come se il futuro esistesse.
Il futuro non esiste, ma questa non è una realtà amara, bensì una dolce constatazione con cui conviviamo da sempre.
Ciò che Seneca vorrebbe che capissimo non è: vivere freneticamente perché il tempo fugge, non è vivere perennemente nell'ansia della morte; quello che Seneca intende è che dovremmo vivere con la consapevolezza che tra uno, dieci, cento, mille giorni potremmo morire e con la sicurezza che quando succederà saremo felici.
Ogni giorno noi scordiamo quanto siamo fragili, quanto in realtà la nostra vita sia appesa ad un filo sottile e non capiamo che dobbiamo vivere, non semplicemente lasciare che il tempo scorra, ma vivere.

Quindi posticipare, non serve, è inutile, è stupido. Adesso è reale, il dopo vive solo nelle nostre menti.