Segnalazione: I Guardiani degli Inferi e Liebster Award

Ciao a tutti!
Oggi doppio post: nella prima parte segnalerò un libro di un'autrice emergente italiana e nella seconda... beh, lo avete capito dal titolo, Liebster Award!

SEGNALAZIONE: 

Titolo: I Guardiani degli Inferi - La Sposa Oscura
Autore: Daniela Ruggero
Prezzo: 0,99 €
Formato: (purtroppo, solo) Kindle
Pagine: 235 (previsto)
Editore: Lettere Animate
L'autrice: Daniela Ruggero nasce a Torino il 30 Settembre 1976, sposata e mamma. Nella vita di tutti i giorni è un'infermiera, mentre nel tempo libero scrive. E' una lettrice compulsiva, dipendente dal genere Horror e Noir. Ama il Fantasy in tutte le sue sfaccettature, ma non disdegna una buna storia anche se non fa parte di queste categorie.
Autrice della Saga Urban Fantasy: I Guardiani degli Inferi.

  1. La Sposa Oscura 24 agosto 2014, Lettere Animate
  2. Oblio, racconto, spin off gratuito
  3. Genesi 3 febbraio 2015, Lettere Animate
Trama: Per la trama vi lascio il link di Amazon al libro, nel quale potrete anche leggere un piccolo estratto: qui il link. 
Vi consiglio di leggervi l'estratto al posto della trama. Su Amazon, infatti, è presente la sinossi che dice tutto del libro, anche la fine, quindi, se non volete rovinarvi la sorpresa, provate a vedere se vi piace leggendo le prime pagine.

Un po' di links: Blog della scrittrice: qui.
Pagina Facebook: qui
Kobo: qui.

E nel caso che il primo vi piacesse, Daniela Ruggero ha scritto anche il seguito: Genesi. Qui il link per saperne di più!

Ah e, per chi non apprezzasse molto il formato Kindle (come me), sappiate che dei due libri uscirà anche il cartaceo, in particolare: de La Sposa Oscura, a brevissimo e sarà disponibile nella formula print on demand, mentre per Genesi dovrete aspettare un po' di più! 

LIEBSTER AWARD: 
Ed ecco il Liebster Award! Sono così affezionata a questo premio! Ricordo quando lo ricevetti per la prima volta a 15 anni! Una volta c'erano undici domande a cui rispondere, undici da porre e undici blog da nominare, mentre adesso sono dieci. Lacrimucce per i bei tempi passati. Oh, quante cose sono cambiate! Va bene, basta, sono troppo sentimentale... iniziamo! 
Il premio consiste nel:
  1. Ringraziare i blogger che ti hanno nominata 
  2. Rispondere alle 10 domande
  3. Nominare altri 10 blog
  4. Porre 10 domande
  5. Comunicare la nomina ai blog
Quindi, devo ringraziare tantissimo Dafne, ma soprattutto v'invito ad andare sul suo blog. E' davvero una ragazza dolcissima e che s'impegna moltissimo per non lasciare mai senza post i suoi followers e questo secondo me è da premiare (e poi mi dà un sacco di idee sui nuovi libri da leggere!): QUI il suo blog. 

Le sue dieci domande: 

1. Quando è iniziata la tua passione per la lettura? Qual è il libro che ti ci ha fatto avvicinare?
A dire il vero, leggo da sempre. La mia passione per la lettura c'è sempre stata, fin da quando non sapevo nemmeno leggere. Però posso dire un libro che mi ha iniziata, quando ero moooolto piccola, ed è: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Sepulveda. 
2. Qual è il posto più strano dove hai mai letto?
Purtroppo, mi sono resa conto, con mia estrema delusione, che i posti in cui ho letto sono tutti tremendamente banali...
3. Se potessi conoscere un autore, quale sceglieresti? E cosa gli diresti? 
Accantonando le frotte di autori morti che vorrei conoscere, ne nominerei altri mille. Ma se devo sceglierne uno, sceglierei Philip Pullman e, cosa gli direi? Probabilmente che ha fatto una delle cose più belle di questo mondo: far vivere in me i suoi personaggi. Ha fatto una magia. 
4. La tua coppia della finzione preferita? 
Non sono una di quelle persone che s'innamora degli amori degli altri, quindi proprio non saprei
5. Se ti dico la parola LIBRO, qual è il primo ricordo felice che ti viene in mente?
Quest'estate, quando ho finito il mio libro e quando tutti i miei amici mi hanno chiesto di leggerlo. E' meraviglioso sapere che ci sono persone che credono in quello che fai. 
6. Tendi a risparmiare nel comprare libri? Quali metodi usi? A quali siti ti affidi?
Sì, tendo molto a risparmiare, tranne con certi libri che desidero più di ogni altra cosa. Per risparmiare uso vari metodi: le carte a punti delle varie librerie, i mercatini, gli sconti Giunti, Feltrinelli, Mondadori..., gli scambi su Anobii. Non mi affido spesso a siti internet, preferisco comprare le cose di persona, ma quando ordino su internet, uso IBS.it.
7. Qual è il genere che odi e che cerchi sempre di evitare?
Il noir o i gialli o gli horror. Non li amo affatto. Questo non significa che non ne legga affatto, ma per conquistarmi devono essere davvero belli, stile Dieci Piccoli Indiani, per capirci. 
8. Collabori con qualche casa editrice? Se no, ti piacerebbe? 
No, non collaboro con nessuna ce. No, non credo mi piacerebbe, io leggo per piacere e non amo particolarmente recensire.
9. Ti capita spesso di affrontare periodi in cui non riesci a trovare la voglia di leggere?
Mmm... no, mi capita spesso di non riuscire a leggere per un po' e mi pesa tantissimo.
10. Come ti organizzi riguardo al blog? Ti prepari i post o scrivi tutto di getto? 
Sono una brava organizzatrice, ma organizzare il blog non mi piace. Questo blog è qualcosa di spontaneo, che cresce con me e non voglio creare qualcosa di meccanico e studiato. Per quanto riguarda preparare i post, non lo faccio mai. Scrivo solo di getto. 


Dieci blog nominati: 


Le dieci domande: 

1. Quando ti piace ascoltare musica e perché? 
2. Quale sarebbe la tua giornata tipo della vita che sogni?
3. Hai un vizio (piccolo o grande)? Qual è?
4. Cosa basterebbe a cambiarti in meglio la giornata?
5. C'è un autore che ti fa battere il cuore? Chi è? Perché?
6. Qual è la città di cui porti il ricordo più bello e quella nella quale un domani ti piacerebbe vivere?
7. Cibo preferito? 
8. Qual è il tuo genere preferito di film?
9. Qual è il cartone preferito dell'infanzia? 
10. Dimmi una cosa che hanno fatto tutti, ma che tu non hai fatto.

Ed ecco! Per oggi è tutto, spero di non avervi annoiato troppo, alla prossima! 

Esperienza fotonica

Emozioni - Battisti

"Ora dobbiamo respirare fortissimo e riempirci i polmoni di aria" e fu così che respirai per la prima volta la Francia, per la prima volta Parigi. La prima cosa che ho visto è stato il cielo e un palazzo. Un palazzo bianco che assomigliava tanto a come avevo immaginato la casa di Marine nel mio libro. In quel momento Parigi mi aveva già fatta sua.
Tutto di quella città mi rendeva felice. Gli antichi palazzi, l'onnipresente Senna, gli alberi secolari mi lasciavano senza fiato e con un meraviglioso calore nel cuore.
Parigi mi scaldava il cuore, sentivo tutta la meraviglia che vagava con il vento, sentivo la magia.
E' stato quando ho visto da sotto la torre Eiffel che mi sono sentita splendidamente impotente e felice. Tutto quel ferro che si attorcigliava fino alla cima con impresso il nome di Dumas nel mezzo. Gli alberi mezzi spogli e mezzi fioriti. Il vento che smuoveva qualsiasi cosa. Stavo vivendo dentro il mio libro. Ho vissuto qualcosa d'indescrivibile. Stavo vivendo dentro la mia creazione con la persona con la quale avrei voluto da sempre condividerla.
Lì lo sapevo, sapevo perfettamente che avevo avuto fortuna.
Sapevo che avrei dovuto imprimermi ogni singola immagine e parola negli occhi e nelle orecchie, in modo da ricordarmela anche quando mi sarei voltata per andarmene.
Sapete, sembra una sciocchezza, ma, a Parigi, la metropolitana corre davvero velocissima. Non dà nemmeno il tempo alla vista di seguire il corpo. E quando il corpo si ritrova davanti a Notre Dame, gli occhi devono correre, più veloce di un raggio di sole, per raggiungerlo.
Notre Dame è una chiesa incantata. Grigia, spoglia, ma incantata. Quando la si osserva si ha l'impressione che tanta polvere dorata stia volando tutt'intorno. E poi, quando si sale, e si sta in mezzo alle due torri, ci si sente parte del tutto. Ci si sente parte dell'incanto. I gargoyle riposano accanto, ti si accucciano davanti e lì, solo in quell'istante, si vede la magia. Nell'istante in cui si scruta la Senna, con i piedi sul pavimento di pietra e i mostri addormentati vicini, la magia ti avvolge.


Ritornare da Parigi mi ha frantumata. Risvegliarsi in una realtà dove niente di quello che esisteva a Parigi esiste davvero mi ha mezza massacrata.
La mia mente sta iniziando a farmi paura. Anche se non so dove sia.

Nous nous reverrons, au dimanche

Buongiorno... forse è meglio buonanotte (00:05)... Buonanotte!
Prima che andiate a dormire, e che vada anche io, vi volevo dire qualcosa.
Domani parto per Parigi, non ci starò molto tempo, ma non ha importanza. Parigi deve essere meravigliosa e anche quelle quattro strade che riuscirò a vedere lo saranno.
Parigi è una città molto speciale per me. So che può sembrare una frase scontata, ma non lo è. A Parigi ho ambientato il mio libro e forse c'è una buona possibilità che in futuro possiate leggerlo. Parigi mi ha accompagnata in questo libro per ben tre anni e, sebbene non conosca affatto questa città, se non per puro studio, questa città ha cominciato a vivere un po' in me e io vivrò sempre un po' in questa città.
Parigi ha dato modo al mio libro di esistere, insieme a tutti quelli che l'hanno sostenuto, fra i quali ci siete voi, che mi leggete.
Voglio raccontarvi tanto e tanto e tanto. Tutto quello che accadrà. Spero sarà bello o comunque sarà... particolare. Insomma, spero di avere una storia da raccontare al mio ritorno. E se la storia non sarà eccezionale, proverò a renderla tale; e se le mie, dubbie o indubbie, dipende dai punti di vista, abilità scrittorie non saranno abbastanza, Parigi, lei da sola, è sempre un po' d'aiuto.
Sogni d'oro, mes petits frères.



PS. Perdonatemi nel caso la parte in francese sia sbagliata, ma ho dovuto affidarmi a Google traduttore.

La vita non è un dono

Tom Odell - Heal

Punto i piedi per terra, le punte delle converse che si ficcano per bene in ogni pertugio. Adoro camminare, ma questa marcia mi sta solo facendo innervosire di più.
Vedo una farfalla bianca a terra, su un filo d'erba, che vola un po' più su e si poggia sul muro di pietra. Mi calmo. Capisco la mia idea. So perché m'infurio.
La vita è un dono, dicono. L'eutanasia è un peccato, dicono. E a me salgono involontariamente le lacrime agli occhi e un impulso di rabbia nel cuore.
Sapete cosa penso? Che la vita non sia un dono. Penso che la vita sia un ciclo e che sia un ciclo incredibilmente bello.
E sono arrivata alla conclusione che la morte non esiste, perché la materia si trasforma, ma non si distrugge mai.
Io sono attaccata alla vita come un diabetico alla sua insulina. Mai, mai, mai vorrei consigliare l'eutanasia, mai vorrei spronare all'eutanasia, ma non sono un'ipocrita.
L'ipocrisia di chi parla del dono della vita non ha eguali e allora io dico: siate madri in un paese in guerra e guardiate i vostri figli rischiare di saltare in aria calpestando una granata e ditemi se non desiderereste morire per non avere quel terrore giorno dopo giorno; siate persone nate dalla violenza, con attorno la violenza, cresciute dalla violenza e ditemi se non vorreste un po' di pace; nasciate mutilati  in una terra che con l'acqua pompa scorie radioattive e ditemi che non preferireste morire piuttosto che essere obbligati a vivere sopra una Chernobyl approvata.
Non ho il diritto di biasimare una persona che decide di morire solo perché io credo che la mia vita sia un dono.
Perché io non ho un tumore al cervello, perché io non ho un mitra puntato davanti agli occhi, non sono cresciuta di violenza.
Io non ho nessun diritto di giudicare!



Non voglio morire, voglio trasformarmi in cenere e diventare parte di un albero. Non voglio morire, voglio diventare una farfalla.

Che male c'è, chiedo, a voler essere una farfalla? Che male c'è a non voler morire sopravvivendo? Che male c'è a continuare a vivere, sempre, meravigliosamente, quando questa vita, semplicemente, non ci vuole più?

Ps. Vorrei sottolineare che sono pro all'eutanasia, ma nei casi citati, quali tumori incurabili, stati vegetativi permanenti ecc... per il resto, mi ritengo un'assoluta sostenitrice della vita. Grazie.