Senza tempo, contro il tempo

Ho chiuso gli occhi per un attimo e mi è sembrato di morire. 
Sono stata in una grande, gigantesca stanza con tante persone che nutrivano i miei stessi interessi e mi è sembrato di essere nel posto giusto. 
Urlando e gridando mi è sembrato di non poterne più. 
Ascoltando mi è sembrato di poter smettere di stare qui. 

E niente di tutto ciò è stata sembianza. 

Quel poco che si è venuto a creare nella mia vita è reale, perché caccio le possibilità come se fossero bestie rare, quasi estinte, ed io un efferato bracconiere, pronto a tutto per accaparrarsi quel prezioso premio. 

Ogni tanto mi chiedo se ci sarà mai qualcosa di più. 
Non sono in grado di accontentarmi, mi muovo in constante ricerca e sono stanca, ma non posso fermarmi. Non voglio, perché non sono abituata a farlo e, ormai, è diventato un vizio. Ed io mi vizio da sola, pur sapendo che il ricorrente non mi si è mai attaccato addosso. 
Mi sembra di essere un'anima vagante. Mi sembra così perché lo sono. 
Ma se un'anima non si può fermare, beh, c'è qualcosa che non va perché io mi sento perennemente imprigionata. Non in me stessa, non in questa casa, non in questa famiglia, non in questo Paese; mi sento imprigionata in questa mentalità. 
E come l'anima che sono, la mentalità non è tangibile. 
Riesce ad abbrancarmi con le sue mani ossute e tirarmi indietro. 

Sono pazza di rabbia. 
Desidero la liberazione di questo mondo, ma sono io la prima ad essere in prigione. Fuggo, fuggo, ma non ci sono sbarre a fermarmi, è qualcosa di più forte. Non sarà andando altrove che troverò qualcosa di meglio, ma è solo così che riesco a placare questa sete di giustizia e di bellezza che non vedo. 

Le dicerie parlano chiaro: la mente è più forte di tutto. L'importante è che la tua mente sia migliore, poiché, in tal modo, nessuno ti controllerà mai. 
Ma è così brutto essere controllati se, in fondo, non ce ne si accorge?
Non è peggio vivere con il desiderio di eliminare la stupidità da un'aria satura d'essa? 

Forse non ci riesco. Non riuscirò a sopravvivere circondata da parole d'odio gratuito, da individui che si credono superiori. 
Non c'è via di scampo a tutto questo. Non è una sembianza, è realtà ed io, prima o poi, girando girando, tornerò nel luogo da cui sono partita e mi renderò conto dell'inutilità della mia ricerca, e come farò a quel punto, come potrò scontrarmi con una verità che non posso accettare senza che accada un disastro? 

Segui i tuoi sogni...

...Semplicemente.

Oasis - Stand By Me

Questo periodo per me è un disastro.
Credevo sarebbero state tutte scelte lineari e semplici. Scelte che avevo in qualche modo già preso e invece non è stato così...
Quando t'iscrivi al liceo non pensi nemmeno per un istante al futuro, pensi solo che quello è il posto in cui sei obbligato a stare per cinque anni. Ed è così facile. Tutto ti viene imposto, ti viene dato.
Dopo, invece, cominciano i disordini.
Verso la fine del liceo ci sono voci che ti chiedono da ogni angolo di dir loro dove andrai poi, cosa hai intenzione di fare poi.
Il problema, nella maggior parte dei casi, è che non si è mai pensato ad un poi. C'è sempre stato il clamoroso adesso. Dovevamo studiare quello che non ci piaceva senza capire perché, senza avere nemmeno la più pallida idea di come sarebbe stato il mondo fuori da quelle quattro mura.
E alla fine?
Alla fine ci si aspetta che tu sappia barcamenarti tra quel milione di scelte che, è bene dirlo, condizioneranno la tua vita per sempre e di cui tu non sei mai stato messo davvero al corrente.
Tu lo sai, tu sai quello che ti piace, perché sei stato fortunato e hai trovato il tuo ago in quel casino di un pagliaio. Però... Oh, c'è un "però". Però il tuo ago non va bene.
Tutto d'un tratto tutti sono i tuoi genitori o i tuoi migliori amici e si prendono il permesso di spiegarti come, seguendo i tuoi sogni, non troverai mai un lavoro.
Tu non li ascolti, tu hai una gran testa dura e sai che le tue decisioni sono buone, sono razionali. Sai che impegnarti in qualcosa che non ti piace non solo ti renderà triste, ma anche mediocre, mentre mettere tutto te stesso in un lavoro che ti piace forse non ti renderà inizialmente ricco, ma sarai bravo.
Ma il tarlo della moltitudine di stronzi che s'impegna nel ricordarti ogni giorno come sarà la tua vita, cosa ti succederà, si rigira dentro la tua testa e scava a poco a poco una voragine.
Allora tu prendi in considerazione altre strade, inizi a vedere cosa porta più lavoro di quello che ami. Provi a valutare quei percorsi che proprio schifo non ti fanno, ma che ci sono vicini.
E finisci per prendere la decisione di studiare tutta l'estate per superare l'esame di un corso che di serio non ha proprio nulla e che ti porterà ad un lavoro che, nonostante sia nello stesso ambito, è distante anni luce dai tuoi sogni passati.
Ti convinci.
Perché il tarlo scava.
Poi, come per magia, leggi una cosa e ti viene un'idea, un'idea meravigliosa e innovativa come poche.
Un'idea per la stesura di un libro.
E allora ricordi. Tu, tu, dannato cretino che non sei altro, volevi scrivere libri! Immergerti nella letteratura e studiare, studiare davvero.
Quindi, non dici niente a nessuno. Fingi con tutti, ma guardi bene, la sera della vigilia dell'esame della facoltà "facile" che avevi messo lì come toppa al tuo sogno, il corso di studi da cui tutti avevano cercato di farti allontanare.
Chiami la segreteria dell'università, t'ingegni e t'iscrivi.


T'iscrivi, sì, t'iscrivi in Lettere.
E sai, sai bene, che questa è davvero la scelta giusta.



Seguite i vostri sogni, per quanto indesiderati essi siano. Fidatevi di voi stessi.