Cos'è cambiato?

È tornata l'aria d'estate che c'era l'anno scorso. Come tutti gli anni. L'eterno ritorno.
È cambiata la vita. È' cambiato il modo di esistere che ho portato avanti da sempre.
Sono cambiata io.
Forse in peggio. Forse in meglio.
Mi sono indurita. Ho le gambe scalfite da questo cammino infinito.
Non piango più, anche se cedo.
Tiro un pugno all'aria e mi metto un po' di cerotti.
Non piango più. Non piango più. Rido un po'. E mi abbraccio, con dolcezza.
Ho smesso di usare l'amore come autolesionismo. Ho smesso con l'autolesionismo. Magari domani smetterò anche di fumare.
Magari solo una al giorno. Magari quando leggo. Magari quando cerco le idee.
E una notte, casualmente, un'idea arriva. Un'idea bella.
Perché la bellezza salverà il mondo. L'imperfezione l'accompagnerà.
Adesso siamo tutti dispersi. E io mi sono trovata. Finalmente. Adesso sono all'università. Adesso sono persa. Ma mi hanno trovato. E io mi sono ritrovata.
La bontà spicciola non è ancora il mio modo di approcciare il mondo.
Tiro ancora i pugni con gli occhi, ma ho trasformato le uova sulla polizia nel pacifismo più puro.
No, non mangio animali. Non più. Però leggo ancora Dostoevskij. E leggo Calvino e Pasolini e la Morante. E Majakovskij, lo sapevate che era un futurista russo? Lo sapevate che era un comunista rivoluzionario?
Sapevate che la musica indie italiana non è male?
Sapevate che nel cortile ghiacciaia alla statale di Milano la gente fuma marijuana?
Non ho più paura. Non ho più paura del diverso. Aveva ragione Aleramo: la città è progresso. Quando tornerò da Milano, bonificherò la biblioteca, sperando che nel paese in cui mi sono ritrovata a nascere non stiano già cominciando a bonificare le paludi.
Ho scoperto che quando crescono i denti del giudizio, fanno male.
Resto ancora la visionaria di sempre, sogno un mondo senza confini, in cui ognuno è libero di scegliere della propria vita e condizione sociale, di esprimere la propria sessualità e la propria artisticità.
No, tranquilli, non ho smesso di vestirmi di nero.
No, tranquilli, non ho smesso di vedere la mia esistenza nella cultura, nella letteratura.
Le pesche e le ciliegie sono ancora buone quando sono scaldate dal sole.

Ditemi voi se non vi siete stancati della gente che se vede dei capelli blu, grida alla frivolezza. Ditemi come si possa non provare un moto di rabbia nel sentire scaturire l'odio nei confronti dell'uguale dalle bocche degli stolti.
Ditemi voi se non siete stanchi della morte e di sentir chiamare diverse le persone transessuali.

Io sono stanca. Combatto l'ignoranza con la cultura. Ho smesso di urlare. Adesso rido. Rido di te che odi. Non odio più. Mi arrabbio, ma ho smesso di odiare. Ho smesso di essere così. Ho smesso con il fascismo dell'odio.
Ho smesso di fare svastiche in centro a Bologna solo per litigare.

Creo segni della pace, creo mura rosse di passione, creo mura rosse di uguaglianza.

Fascisti, omofobi, transessuali, comunisti, cattolici, matti e sani di mente, scrittori e burocrati, indie e commerciali… se vi taglierete, scoprirete che il vostro sangue è rosso. Come quello di tutti gli altri.









Ora torno a studiare perché - si sa - si possono comprare gli esami all'università, ma io non ho alcuna intenzione di farlo.