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Visualizzazione dei post da 2017

"Non si accontentava di un cazzo"

Ho scoperto che il mio cervello non smette mai di funzionare. Si arrovella incessantemente intorno ai suoi stessi pensieri.
Così, un momento sono serena e sto pensando a studiare, e l'istante dopo una valanga di ricordi mi affolla la mente. Non riesco mai a fuggire.
I ricordi belli si sommano a quelli brutti e mi costringono a fermarmi. Devo fare altro. Devo costantemente fare. Altrimenti non ho pace.
Altrimenti tutti i pensieri si accatastano e poi esplodono.
Non mi basterebbe la vita per tutti quei pensieri, quelle passioni, quei desideri e un po' di loro vanno dimenticati negli anfratti di me, per poi riaffiorare prepotenti quando vorrei scacciarli.
Avevo raggiunto un grado di confusione tanto grande da non riuscire a fare nulla. La mia vita era stata messa in stallo a tempo indeterminato: non scrivevo, non leggevo, non studiavo, non parlavo. Ora, giorno per giorno, prendo la mia testa e la tiro su, la infilo sotto l'acqua e comincio a vivere. Mi obbligo a leggere, a nu…

La via dei cipressi

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Avete presente quei film inglesi un po' vecchi dove tante ragazze si trovano a convivere in un college in camerate lunghissime e spoglie? Io ho sempre desiderato entrare in uno di quei film, avere così tante sorelle, mi aveva sempre affascinato come prospettiva.
Dopo una settimana passata in convivenza con altre 24 ragazze, posso dire che il mio desiderio è sfumato del tutto, ma si è anche avverato un sogno.
Vi lascio immaginare quanto possa essere complicato approdare su una spiaggia della Toscana in 25, montare il gazebo, stendere 25 teli mare e poi buttarsi in mare, subito, tutte e 25.
25 ragazze tutte diverse, tutte con i loro problemi e con i loro caratteri forti, che spesso cozzavano.
In cinque ci siamo comprate il costume uguale, di diverso colore, in macramè.
In dieci ci siamo scottate sotto il sole.
Tutti i giorni ho camminato avanti e indietro sul bagnasciuga ascoltando problemi. Tutti i giorni abbiamo riso e ci siamo crucciate per l'università.
Due di noi sono impaz…

Ragazza di Vita

Ricordo i dolci quindici anni quando, nella stessa posizione di ora, con la credenza di liquori davanti, scrivevo il mio primo post. Tornavo da un noioso giorno di scuola.  Credevo di avere tutto. Ero così sdolcinata, le mie parole erano affettate come quelle di una qualsiasi adolescente in crisi d'identità.  Ascoltavo per la prima volta in vita mia i Muse.  Avevo appena imparato che per vivere bene dovevo ascoltare certa musica, leggere certi libri, pensare certe cose.  Mi guardavo dentro e non vedevo nulla. Quanta sofferenza a pensarci ora. Ora che sono la stessa persona di allora.  Sofferente come allora, ma più cosciente; e che, più coscientemente, recupero l'innocenza dei miei quindici anni, a distanza di sei anni.  Ritorno sempre indietro. Mi ci è voluto un po' per capire che le mie radici non sono qualcosa che deve venir estirpato per crescere.  Vi mentirei se vi dicessi che ho trovato un punto fermo nella vita, un punto da seguire.  L'anno scorso, il padre di u…